Riceviamo e pubblichiamo

“Consultori familiari un bene da difendere”. È questo il titolo dell’iniziativa promossa da Spi Cgil Calabria, Fp Cgil Calabria e Cgil Calabria, con il patrocinio delIa Città Metropolitana di Reggio, svoltasi avantieri a Reggio Calabria.

Un momento di analisi e di condivisione di dati, esperienze e proposte, alla luce dei 50 anni dalla nascita dei Consultori Familiari.

Diventati da luoghi in cui è nata la storia dei diritti e della salute di intere generazioni nel nostro Paese, a spazi bistrattati a causa dei ripetuti tagli alla sanità pubblica che ne hanno ridotto drasticamente la loro presenza sul territorio e il numero del personale sanitario, sociosanitario e amministrativo che ci lavora.

La Legge prevede 1 consultorio familiare ogni 20mila abitanti, invece sono 1 ogni 32mila (- 40%), la maggior parte dei quali non dispone di tutte le professionalità previste: psicologhe/i, ginecologhe/i, ostetriche, assistenti sociali, mediatrici e mediatori culturali.

Smantellare i consultori significa demolire luoghi e servizi pubblici per la salute sessuale e riproduttiva, per la prevenzione della violenza di genere, del disagio giovanile e familiare, per l’educazione all’affettività e alla sessualità, per la salute delle donne lungo tutta la vita, per l’accesso libero e sicuro all’IVG.

Avantieri a Reggio Calabria se ne è discusso alla presenza, tra gli altri, del Segretario Generale Fp Cgil Nazionale Federico Buzzanca e della Segretaria Generale Spi Cgil Calabria Tania Scacchetti

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