Fonte Gdf
Circa 113 chilogrammi di cocaina purissima, proveniente dall’America del Sud, sono stati sequestrati nel porto di Gioia Tauro dalla guardia di finanza e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
La droga è stata individuata all’interno di un container che trasportava pellet proveniente dall’America Latina e destinata all’importazione in Italia.
Nell’ambito delle attività di monitoraggio dell’area portuale e della movimentazione dei container, il carico è stato sottoposto a controllo con degli scanner in dotazione all’ufficio doganale e con il supporto delle unità cinofile delle fiamme gialle.
E questo ha consentito di scoprire la droga.
Secondo le stime degli investigatori, la cocaina sequestrata, una volta immessa sul mercato, avrebbe potuto fruttare alle organizzazioni criminali circa 20 milioni di euro.
Dall’inizio del 2025, nel porto di Gioia Tauro, guardia di finanza e Agenzia delle Dogane hanno sequestrato oltre 4 tonnellate e mezzo di cocaina.
Sequestro ingente a solito imprenditore di mafia
I finanzieri del Comando Provinciale di Crotone hanno eseguito oggi un provvedimento di sequestro patrimoniale antimafia nei confronti di un imprenditore attivo nel settore degli impianti elettrici.
L’uomo è ritenuto vicino a una cosca della ndrangheta della provincia di Crotone. La misura, emessa dal Tribunale di Catanzaro, è stata chiesta dalla Dda.
Il sequestro rappresenta l’esito di un’articolata attività investigativa, avviata in considerazione della pericolosità sociale dell’indagato.
Già sancita da una sentenza di condanna per numerosi reati, tra cui la tentata estorsione aggravata dal metodo e dall’agevolazione mafiosa.
I controlli incrociati e gli accertamenti bancari, riferiti al periodo 2010-2022, hanno evidenziato una palese sproporzione tra le ricchezze accumulate e i redditi complessivamente prodotti dal soggetto e dal suo nucleo familiare, risultati talmente esigui da non poter assicurare neppure il normale sostentamento.
In applicazione del decreto sono stati posti sotto sequestro tre beni immobili e vari rapporti bancari, intestati o direttamente riconducibili all’imprenditore, per un valore complessivo superiore a 150mila euro.