Chissà se Palermo e Catanzaro si ritroveranno ai play-off, magari in un’inedita finale con la terza classificata eliminata in semi. Oggi, intanto, si ritrovano alla penultima di stagione regolare (la 37. o 18. di ritorno) in terra sicula per disputare un incontro che somiglia tanto a una sorta di test-match proprio in vista degli imminenti spareggi-promozione con i rosanero matematicamente quarti e quindi in campo solo a partire dal secondo turno delle eliminatorie e i calabri invece costretti a partire dai quarti. Ma con fattore campo dalla loro nell’unica gara prevista e con la possibilità di avanzare con il risultato di parità al 120’ Niente rigori, dunque. E infine con l’opportunità di affrontare l’ottava forza, e ultima classificata, della griglia playoff. Vantaggi non da poco, quindi. Nel frattempo, però, questa sorta di amichevole di lusso al Renzo Barbera arbitrata da Claudio Giuseppe Allegretta della sezione Molfetta in provincia di Bari (leggi qui: https://irriverentemente.com/palermo-catanzaro-toh-chi-si-rivede-in-campo-con-aquile-munito-di-fischietto-dopo-solo-un-paio-di-settimane-allegretta-da-molfetta-ba/).
Primo tempo:
Sarà perché come detto in premessa più di una partita ufficiale l’odierna Palermo-Catanzaro somiglia tanto a un’amichevole di lusso, con molte “seconde linee” in campo soprattutto nelle file rosanero, e di conseguenza si parte senza eccessivi tatticismi ma in un quarto d’ora ci sono già due gol, uno per parte, e almeno un altro paio di occasioni nitide. A iniziare dal 2’ quando Pohjanpalo si fa ipnotizzare da Pigliacelli. È fuorigioco, però. Passa poco, pochissimo, e le Aquile calabre passano con Pittarello, lesto ad approfittare di un “frittatone” della difesa locale e di Magnani in particolare. Siamo appena al 9’, invece, quando Gyasi, azionato da un liscio di Antonini e dopo una sponda con l’ex Veroli, spara addosso a Pigliacelli da distanza ravvicinatissima. Al 15’, il pari, dopo che il portiere Joronen dice di no a Oudin nell’area opposta. A segnare è Johnsen, che entra in area dalla sinistra palla al piede e non dà scampo a Pigliacelli. Al 18’ Pompetti per un soffio non restituisce il favore con un’autorete che avrebbe del clamoroso. Palla in angolo. Mentre al 21’ si rivedono gli ospiti con Favasuli che tira fuori. Ma al 33’ è Pittarello show (doppietta per lui) che su lungo lancio di Di Francesco si coordina e buca più o meno dal centro dell’area un non impeccabile Joronen. Al 36’ palo di Favasuli, in offside però. Poi, il duplice schio. Ed è proprio su questo risultato che si arriva all’epilogo dopo 6’ di recupero.
Secondo tempo:
Intervallo infinito per la contemporaneità d’obbligo su tutti i campi. Che con il ritardo maturato a Castellammare di Stabia, a causa di un serio infortunio occorso al 39’ del primo parziale al portiere dei padroni di casa Confente sostituito dal compagno Boer, determina un forte ritardo in Juve Stabia-Frosinone. E a Palermo si parte dunque addirittura alle 16.11.
Al 9’ il Catanzaro stavolta restituisce il favore e su tiro di Johnsen (sempre lui) confeziona il più classico degli autogol con la coppia di giallorossi (oggi in maglia da trasferta nerofluo) Di Francesco e Nuamah: 2-2. Al 12’, però, Pittarello può far tripletta. Ma Joronen para di piede e Bani alla bell’e meglio anticipa a due passi dal palo Pontisso, che non aveva inizialmente… avvertito alle sue spalle, deviando miracolosamente in angolo mentre c’è la porta spalancata e vuota. Al 15’ invece prima Giovane e poi Pohjanpalo graziano Pigliacelli. Nei minuti successivi, com’è forse fatale accada considerati i ritmi precedenti con il primo caldo stagionale, la fin lì tambureggiante sfida si spegne un po’.
Almeno fino al 36’, quando i siciliani reclamano un rigore per tocco di testa di Peda sul braccio di Frosinini. Allegretta opta per il fallo in attacco. Dopo un lungo check Var e le proteste veementi del tecnico dei locali Pippo Inzaghi è però penalty. Siamo quasi al 42’ e Pohjampalo fulmina Pigliacelli con una gran botta vicina al sette. È 3-2.
Conclusione:
Partita inutile o quasi. Di certo ininfluente ai fini della classifica. La vince il Palermo con un rigore, contestatissimo, segnato a una manciata di minuti dal 90’. Ma la saga degli errori, da una parte e dall’altra, certifica un pomeriggio di gara con le due contendenti già centrate sugli imminenti determinanti playoff.