Fonte Gdf

La guardia di finanza di Cosenza ha disposto l’intensificazione dell’azione di controllo economico del territorio, volta al contrasto dell’importazione e vendita di beni recanti marchi contraffatti ovvero non conformi agli standard di sicurezza imposti dalla normativa nazionale ed europea.

In tale ambito, i finanzieri hanno sottoposto a sequestro, presso un esercizio commerciale riconducibile ad un soggetto bangladese nel comune di Diamante, circa 1.600 giocattoli non sicuri e circa 24.600 prodotti non conformi.

Posti in vendita al pubblico, segnalando complessivamente alle autorità competenti n. 1 soggetto per violazione al Codice del Consumo, con l’irrogazione di sanzioni amministrative pari, nel massimo, ad oltre 35 mila euro.

La merce è risultata priva delle prescritte informazioni a tutela del consumatore, tra cui indicazioni in lingua italiana, dati dell’importatore e distributore, origine e composizione, ovvero recante caratteristiche non conformi a quanto dichiarato sulle confezioni.

Nell’ambito del medesimo contesto operativo sono stati sottoposti a sequestro penale oltre 70 prodotti tra giocattoli e capi di abbigliamento recanti noti marchi contraffatti. Le attività investigative svolte  hanno portato a un deferimento.

L’assenza dei requisiti di conformità sui prodotti commercializzati oltre ad incidere sui relativi costi di vendita, rendendo tali prodotti più competitivi rispetto a quelli “regolari”, comporta gravi rischi per i consumatori.

Qualora immessi sul mercato, difatti, tali articoli avrebbero potuto cagionare un concreto pericolo per la salute e l’incolumità dei potenziali acquirenti, in particolare per i bambini.

L’azione di servizio rientra nell’ormai ampio e consolidato piano di contrasto alla diffusione di prodotti non conformi agli standard di sicurezza, a testimonianza dell’impegno quotidianamente profuso dalla Gdf al fine di contribuire a garantire una protezione efficace dei consumatori e un mercato competitivo, nel quale gli operatori economici onesti possano beneficiare di condizioni di sana concorrenza.

Per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta ad indagine in relazione alla vicenda, sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

Commemorazione Diano

Si è svolta nella mattinata di ieri, nella Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo di Lamezia Terme (Cz), la cerimonia commemorativa in occasione del 45. anniversario della scomparsa della Guardia del disciolto Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza Paolo Diano.

Caduto nell’adempimento del dovere il 10 agosto 1981, a soli 24 anni, in seguito alle gravissime ferite riportate durante un servizio di controllo di polizia sulla tangenziale di Bologna.

Il sacrificio di Paolo Diano ha ricevuto il più alto riconoscimento dello Stato in occasione del 172. anniversario della fondazione della polizia, quando il prefetto Vittorio Pisani, capo della Polizia e Dg della Pubblica sicurezza, ha conferito alla figlia Paola, assistente tecnico della polizia, la medaglia d’oro al Merito civile, a testimonianza dell’eccezionale valore, del coraggio e dell’altissimo senso del dovere dimostrati dal giovane poliziotto, il cui esempio continua a rappresentare un patrimonio morale per tutta la Polizia di Stato e per l’intera comunità.

La messa è stata presieduta dal vescovo di Lamezia, e concelebrata dal cappellano della polizia, Alessandro Nicastro.

Alla commemorazione hanno preso parte il Questore di Catanzaro, il Sindaco di Lamezia, autorità civili e militari, rappresentanti dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato ed i familiari di Paolo Diano.

Originario di Nicastro, dove era nato nel 1957, Paolo Diano si arruolò giovanissimo nel Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza. Dopo aver frequentato la Scuola Allievi Guardie di Trieste, venne assegnato alla Questura di Reggio Emilia.

Il 20 luglio 1981, durante un servizio di prevenzione e controllo del territorio, intervenne con straordinario coraggio nel tentativo di fermare un’autovettura sospetta.

Dopo essere riuscito a bloccare il mezzo, venne travolto da un autocarro sopraggiunto ad alta velocità.

Ricoverato in gravissime condizioni, si spense il 10 agosto successivo, dopo ventuno giorni di agonia, lasciando la moglie in attesa della loro figlia, Paola.

Al termine della celebrazione religiosa, il questore di Catanzaro ha deposto un cuscino di fiori ai piedi del monumento dedicato a Paolo Diano, in via Arturo Perugini, davanti al Comune di Lamezia, quale segno di riconoscenza e di memoria nei confronti del giovane appartenente alla Polizia di Stato.

La commemorazione ha rappresentato un momento di profonda partecipazione e di condivisione dei valori che ispirano quotidianamente l’azione della polizia. Il sacrificio di Paolo Diano continua a testimoniare il più alto senso del dovere, il coraggio e la dedizione al servizio della collettività.

Valori che costituiscono il patrimonio morale delle donne e degli uomini della polizia e un esempio per le future generazioni.

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