Riceviamo e pubblichiamo
Ancora dubbi sulla gestione delle Politiche Sociali…”Cui prodest?”
Ancora una volta emerge una gestione delle politiche sociali del Comune che solleva interrogativi politici e amministrativi molto seri.
L’avviso pubblico di co-progettazione per l’intervento “Educational Framework – Progetto di supporto alle famiglie con educatori familiari” presenta una scelta che appare difficilmente comprensibile.
Al punto 3.2 vengono ammessi esclusivamente le Cooperative sociali di tipo A, escludendo di fatto gli altri soggetti del Terzo Settore regolarmente riconosciuti dal D.Lgs. 117/2017.
Una domanda è inevitabile: per quale ragione si restringe in modo così netto la platea dei potenziali partecipanti in una procedura di co-progettazione che, per sua natura, dovrebbe favorire la massima partecipazione e valorizzare le competenze diffuse del Terzo Settore?
Non risulta chiara la motivazione amministrativa e politica di una scelta così selettiva, soprattutto considerando che il Codice del Terzo Settore individua una pluralità di soggetti legittimati a concorrere nei percorsi di amministrazione condivisa.
Ancora più grave appare il mancato coinvolgimento preventivo del Terzo Settore nella fase strategica e programmatoria.
Il confronto, la concertazione, il Gruppo di Piano più volte annunciato: tutto fermo.
Nel frattempo restano interrogativi pesanti sulla gestione delle politiche sociali cittadine, mentre risorse importanti come quelle di Metro Plus sembrano impantanate nei ritardi amministrativi.
L’amministrazione chiarisca pubblicamente:
perché sono state escluse le altre realtà del Terzo Settore;
quale istruttoria ha portato a questa scelta;
se questa impostazione sia coerente con i principi di trasparenza, partecipazione e amministrazione condivisa.
Le politiche sociali non possono diventare terreno di scelte opache o di decisioni calate dall’alto.
Servono regole chiare, partecipazione vera e rispetto per tutte le realtà che ogni giorno operano nel sociale.
La risposta del De Nobili
“In merito alle dichiarazioni del consigliere Sergio Costanzo riguardo all’avviso pubblico del settore politiche sociali per l’intervento Educational Framework – Progetto di supporto alle famiglie con educatori familiari, è opportuno ristabilire con chiarezza alcuni elementi tecnici e amministrativi.
Che sembrano essere stati ignorati o, più probabilmente, riportati in maniera inesatta.
La scelta di limitare alle cooperative sociali i soggetti ammessi alla selezione non è stata una decisione discrezionale dell’Ambito territoriale di Catanzaro, ma un indirizzo preciso della Regione Calabria contenuto negli atti di approvazione del programma.
Tra questi vi sono sia la convenzione sottoscritta da ogni Ambito sociale con la Regione, sia lo schema di avviso pubblico predisposto a livello regionale e utilizzato dai territori.
Non si tratta dunque di un’anomalia del Comune di Catanzaro: Ambiti come Reggio, Lamezia Terme (Cz), Soverato (Cz), Rosarno (Rc) e Crotone – e verosimilmente tutti gli altri – hanno seguito il medesimo percorso amministrativo. Emblematico il caso di Lamezia, che ha dovuto addirittura annullare un precedente avviso aperto a tutti gli ETS proprio per adeguarsi alle indicazioni regionali.
La procedura era quindi sostanzialmente predeterminata, persino nella formulazione dell’avviso pubblico, e appare evidente come non vi fosse alcuno spazio reale per una preventiva coprogettazione con il Terzo Settore su aspetti già definiti a monte dalla Regione.
Per questo motivo sorprende che il consigliere Costanzo, evidentemente imbeccato e indotto all’errore, abbia preferito sollevare attenzione mediatica anziché chiarire i propri dubbi direttamente con gli uffici competenti, che avrebbero potuto fornire immediatamente tutti gli elementi necessari.
Sarebbe stato forse più utile rivolgere le sue osservazioni di merito direttamente al Dipartimento regionale, con il quale non dovrebbe avere particolari difficoltà a trovare ascolto politico.
L’Amministrazione continua a lavorare con trasparenza e rigore, nel rispetto delle norme, non rinunciando mai al più ampio confronto con gli altri enti e gli operatori, nell’interesse dei cittadini che attendono risposte concrete dai servizi sociali”.
