La premessa è sempre d’obbligo. Nessuno sta violando la legge al Comune di Catanzaro, almeno a quanto ne sappiamo noi. Altrimenti prima di scrivere articoli, porteremmo le carte dove vanno portate in certi casi. Ma le carte in questione, come ad esempio proprio le ultime delibere di cui parliamo in questo pezzo e che qualcuno ci ha gentilmente fornito, “parlano”. E dicono ciò che vi avevamo anticipato, sul piano politico-amministrativo non penale che non ci compete, a gennaio-febbraio scorsi. Ovvero che nessuno si sarebbe dimesso davvero al De Nobili. Perché quell’iniziativa serviva solo a… far ballare un po’ un Nicola Fiorita, il quale forse più per forma che per sostanza sembrava essere tentennante su una determinata vision della città. Che deve portare soprattutto Lido, e quindi Giovino, a uno sviluppo di sicuro gradito ai veri potenti (altro che i politici, al massimo meri esecutori di voleri altrui). Ma questo non è un comportamento illecito. È semmai, dal nostro punto di vista, un esercizio, per noi molto criticabile, di “implacabile” realpolitik (termine tedesco traducibile così: “politica reale” o “concreta”): prassi basata sul pragmatismo. Che antepone la concretezza degli interessi, il raggiungimento del potere e i rapporti di forza, alle questioni di principio, alle ideologie o alla morale.
Ideologia, principi e morale o pragmatismo delle scelte?
Quanto appena detto è perfetto per descrivere l’attuale situazione della politica locale. Che fa quadrato: dal “Pci” all'”Msi”, perché chi entra in politica nei tempi moderni ci esce sempre molto (molto) meglio di come ci è entrato. Ed allora, al di là del folklore dei “Kommunisti Vs i fascioleghisti”, i protagonisti della… vicenda sanno bene come alla fine della fiera la “torta” sia “comune”. Ma se non ci sono reati; sono tutti perfettamente d’accordo; persino noi siamo rassegnati a un andazzo che non cambierà neppure con le bombe atomiche e comunque non certo per il nostro articoletto, allora perché scriviamo? Forse per l’opinione pubblica? Mai e poi mai! Noi, pur essendo catanzaresi da sette generazioni, detestiamo i catanzaresi. Complici e servi sciocchi di chiunque gli offra un caffè, figuriamoci il resto. Gente, sempre in ginocchio, che ha permesso la sostituzione dei diritti con i favori, a cui importa solo di poter gridare “Giallorossi, giallorossi” una volta a settimana: in C2 o in A. Come se questo cambiasse minimamente le loro vite. E quindi perché scriviamo? Semplice: quando la musica cambierà. E cambierà. Gli stessi “muti” o schiavi plaudenti di oggi, diranno senza vergogna: “È successo tutto questo e nessuno ha parlato!”. E invece, resteranno per sempre i nostri articoli. A futura memoria. Un archivio per tutti, ascari (quasi tutti) e uomini liberi (pochissimi).
Nessuna polemica o peggio guerra contro l’assessore all’Urbanistica, solo una… messa in fila dei fatti
Al momento della ricordata farsa (politica, s’intende) delle dimissioni dei consiglieri, ribadiamo di aver predetto il futuro. Ma estremamente facilitati, conoscendo bene le dinamiche. Vi abbiamo infatti subito indirizzato sulle delibere urbanistiche. Come una che sarebbe in rampa di lancio, a noi fornita da chi è per paradosso politicamente affine all’assessore al ramo Giusy Iemma. Che, malgrado ci abbia querelato senza aver (mai) saputo per cosa, noi critichiamo come tutti. Nessun accanimento, nessuna mancanza di rispetto e nessun attacco mirato, soprattutto a livello personale, da parte nostra. Perché se lei concepisce un Psc che persino mezzo Pd critica; se il fratello viene assunto (legittimamente ma non senza far storcere il muso, a noi e ad altri, per motivi di opportunità e non di liceità) con regolare concorso nell’ente di cui lei era (ed è) numero due; se forse cambia idea sulle sorti dell’ospedale Pugliese (di cui è peraltro dipendente), in ragione della presunta posizione favorevole alla realizzazione di un nuovo presidio dall’altra parte della città e se infine concepisce un certo tipo di delibere (poi da ratificare in Consiglio, sia chiaro!) sarà mica colpa nostra? O noi, per non scontentarla, dovremmo rinunciare a un diritto che, come cittadini prima e giornalisti poi, la Costituzione ci garantisce.
Un pezzo che scaturisce da “appunti” a noi pervenuti da chi è di sinistra-sinistra, non certo da gente di destra come noi
“L’assessora Iemma sembrerebbe nutrire una particolare passione per i cambi di destinazione d’uso”. Poi, nello stesso scritto, viene citato il “caso Chinatown”.
La vicenda Chinatown. Chiariamo subito i fatti
Ci corre l’obbligo di fare chiarezza, proprio per essere rigorosissimi con Iemma, senza tirarla in ballo a sproposito. Ed allora ecco cos’ha scritto sulla vicenda, al di là del ruolo dell’assessore, il brillante giornalista Gaetano Mazzuca sulla sua Gds lo scorso 18 febbraio (si tratta di un estratto di un pezzo assai più corposo:
Nel 1995 il Comune ha dato una concessione edificatoria alla Comet per la costruzione di un parcheggio a S.Antonio da ben 553 posti auto. Realizzata l’opera si sarebbe dovuta firmare una convenzione tra la società privata e l’amministrazione comunale per un utilizzo pubblico dell’area. La firma non arrivò mai e anzi la società chiese di trasformare il parcheggio in una struttura commerciale. La vicenda dopo essere stata affrontata anche dalla giustizia amministrativa si era chiusa, ma è tornata d’attualità di recente.
Alla fine Palazzo De Nobili ha deciso di non decidere e il parcheggio privato di via Corrado Alvaro alla fine del ‘24 è diventato un enorme mega store preso in fitto da una società cinese. Oltre 5mila Mq, la struttura è stata realizzata cambiando la destinazione d’uso, l’inerzia del Comune ha portato al “silenzio assenso”. Nel ‘98 invece la giunta comunale ha approvato uno schema di avviso pubblico per la costruzione di parcheggi da realizzarsi in aree private. In pratica si prevedeva la possibilità per i privati di realizzare, in deroga al Prg, degli edifici con destinazioni residenziali o a uso ufficio con però una percentuale di parcheggi”.
Ma torniamo alle nostre domande (indirette) a Iemma e a tutta la politica locale, che si pone chi ci ha scritto:
“C’è adesso da vedere quale sarà l’esito dell’istanza di trasformazione di un’area destinata a verde attrezzato, di proprietà della società Comet Srl, nella quale c’è il campo di calcio Mirko Gullì (Poligiovino), attualmente utilizzato dall’Us Catanzaro. L’obiettivo sarebbe di mutarne la destinazione in area per ‘attrezzature di interesse comune’, finalizzata alla realizzazione di strutture per soggiorno, servizi ai residenti e uno studentato”. Nulla di male, per carità! Ma noi ci chiediamo quali sono, e quali saranno, i riflessi sulla città di tali scelte, facendo un ragionamento complessivo che va dall’ospedale al campetto di allenamento per il calcio. E analoghe considerazioni le fa appunto chi ci ha scritto: “Se la stessa determinazione fosse stata impiegata nella definizione del Psc (Piano strutturale comunale), strumento fondamentale per disegnare le direttrici dello sviluppo urbano della città, oggi Catanzaro potrebbe forse avere una concreta prospettiva di rinascita”. Ma qui siamo nel campo delle opinioni e della critica politica, che ripetiamo sono opinabili.
Come avete visto solo critiche e domande legittime, espresse con garbo e “continenza”, scaturenti da documenti e articoli neppure nostri. Nessuna insinuazione, nessun offesa!
Prosegue la nota pervenutaci: “Il Psc avrebbe dovuto delineare una visione organica della città, definire l’identità dei quartieri, valorizzare il centro storico e costruire una prospettiva di sviluppo equilibrato e razionale. Invece, ancora una volta, ci si trova davanti a un’operazione scollegata da qualsiasi idea complessiva di città. Quale logica urbanistica possono sostenere certe scelte? Quale beneficio reale porterebbero ai quartieri e alla collettività? Non sembra esserci alcun ragionamento orientato all’interesse pubblico. Catanzaro continua a essere svuotata e forse rischia di uscirne definitivamente affossata”. Poi si precisa anche che la richiesta su Giovino “rimbalza” da mesi, cosa che abbiamo scritto in passato pure noi. E si aggiunge, ma di questo non abbiamo contezza diretta, che starebbe “suscitando discussioni. E contrasti tra chi conserva ancora molti dubbi professionali e chi, invece, tenta di attribuire una logica a una decisione che parrebbe l’ennesima imposizione (sempre legittima e lecita, ma altrettanto criticabile, ndr) politica e amministrativa”.
Le ultime, amare, considerazioni e domande di chi ha perso fiducia e amore nella sua sinistra
“L’Amministrazione del ‘cambiamento’ e del ‘cambiavento’ sembra galleggiare nello stesso porto di sempre: quello delle vecchie logiche, delle consuetudini mai superate e degli interessi (politici, ndr) consolidati. E l’opposizione? Quella delle buche e dell’erba alta, nello specifico, tace. Nessuna sollecitazione, nessuna presa di posizione forte. Solo silenzio. Ma quando tutti tacciono, spesso, a perdere è ancora una volta la città”. Ma qui dobbiamo chiosare ancora una volta noi: oggi a Catanzaro, e lo diciamo sulla base di elezioni e numeri in Aula Rossa, dire Lega o Pd è la stessa identica cosa. Ma ci sono temi su cui si accodano pure tutti gli altri. Ecco perché i citati Fiorita e Iemma, ma pure Filippo Mancuso e Jasmine Cristallo, nel (e sul) capoluogo sono alleati di ferro, non avversari.
L’ultima singolare coincidenza
Cambiavento, così come il citato Mancuso, Wanda Ferro, Antonello Talerico, Eugenio Riccio, Forza Italia (ma a seconda degli argomenti e degli esponenti), la Lega, il Pd, Fdi, le liste mancusiane e così via, hanno da tempo immemore smesso di inviarci i loro comunicati stampa. Che pure prima ricevevamo puntualmente e lo possiamo documentare. Certo, ci hanno fatto un piacere perché abbiamo sempre meno interesse a pubblicarli, caricando ormai dalle 12 alle 6 notizie giornaliere. Ma proprio nel weekend ci è arrivata (come sempre) una nota del solerte, professionale e corretto, Ufficio stampa del De Nobili (nessuna ironia, solo un meritato elogio ai professionisti che lo dirigono e ci lavorano egregiamente) di Cambiavento sullo sgombero di Giovino (leggi qui: https://irriverentemente.com/catanzaro-da-de-nobili-cambiavento-su-sgombero-giovino-e-avviso-mercato-hobbisti-in-piazza-prefettura-con-link/). Al suo interno una giusta esortazione, ma per noi una singolare coincidenza. Considerato come attraverso l’insolito canale informativo per Cambiavento, che quasi mai lo utilizza come ad esempio non ha fatto nella recentissima polemica con il forzista Sergio Costanzo, lo scritto in questione
è arrivato a tutti: ai mille giornalisti amici, dunque, ma pure ai pochi (o meglio, all’unico) “nemici”. Vedete voi, alle volte, il caso!