Cesena-CatanzaroCesena-Catanzaro

Dopo alcune trasferte, se non proprio proibitive quantomeno ostiche, il Catanzaro viaggerà alla volta di Cesena con l’obiettivo dichiarato di dare continuità alla mini-striscia di risultati utili consecutivi inanellati dalla squadra ora… targata Michele Mignani. Che però, pareggiando, andrebbe comunque alla seconda sosta del campionato da ultima in classifica. Comunque sia, banalmente, meglio chiudere a quota 7 alla 11. giornata che a 6. Perché, mai come nella stagione in corso, per le Aquile anche un singolo “punticino” potrebbe fare la differenza. Certo è che, una vittoria in casa dei romagnoli imprimerebbe una svolta alla marcia di una compagine con l’assoluto bisogno di ritrovarsi. E di un’iniezione di fiducia, insomma, anche per ricaricare le batterie di un ambiente, se non in contestazione, depresso. O forse, meglio ancora, sconcertato da un avvio shock con una serie di prestazioni deludenti (eufemismo!). È pur vero, tuttavia, che la cura del nuovo allenatore sembra funzionare e ha fruttato un 1-1 “rocambolesco” a Benevento e un altro sfortunato in casa contro il Padova. Ma al di là di tutto Cesena-Catanzaro, affidata alla direzione dell’arbitro Marco Di Loreto della sezione Aia di Terni (leggi qui: https://irriverentemente.com/cesena-catanzaro-arbitra-neoimmesso-a-can-di-loreto/), può costituire un crocevia dell’intera annata calcistica dei giallorossi.

Primo tempo:

Prologo del match all’insegna dei Vip in Tribuna come, su tutti, il Ct degli Azzurri, Roberto Mancini. Ma suo figlio, Andrea, è il direttore sportivo proprio del Cesena. E i due, non a caso. Sono seduti accanto sulle poltroncine del Dino Manuzzi. Poi, comunque, il calcio giocato. Al 9’ Alesi, tentando di approfittare del terreno reso insidioso dalla pioggia, prova a sorprendere Siano. Che però blocca a terra, sicuro! Al 18’ Pagano prova a incunearsi in area, ma Antonini gli si oppone da campione quasi fosse una sorta di portiere aggiunto. Al 24’, “preziosismo” di Dorval. Che tuttavia, arrivato in area, sparacchia malamente a lato. Ma la partita è davvero brutta. E si arriva così al 45’, quando senza recupero e tra i fischi del pubblico l’arbitro manda tutti negli spogliatoi per l’intervallo. Finora solo sbadigli!

Secondo tempo:

Secondo tempo:

La ripresa, se possibile, sembra ancor più brutta del primo tempo. Ma, improvvisamente, al 24’ si accende. Prima da Shpendi a Fiori che spara alto da due passi. Pochi secondi dopo, però, Franck (il gemello dell’altro giallorosso Franky) Tchaouna fa tutto bene sulla fascia e la linea di fondo e offre al compagno Koffi un… cioccolatino solo da scartare. E così sarebbe, perché quest’ultimo tira superando Siano. Ma non Frabotta, ben appostato sulla linea. E dopo? Solita “pochezza calcistica” e altrettanto consueta precarietà difensiva delle Aquile. Ma il Cesena, almeno oggi, si dimostra davvero poca cosa per approfittarne. Almeno fino al 39’, quando ancora sugli sviluppi di un calcio piazzato Gelli trova un millimetrico colpo di testa per fare 1-0 sebbene il disperato tentativo di parata di Pigliacelli. Che, tuttavia, nulla può. E incassa un colpo da Ko. Al 48’, poi, il miracolo di Pigliacelli su Caprini, innescato da Fiori a sua volta azionato da Shpendi.

Conclusioni:

Tra Cesena e Catanzaro vince la… noia! Almeno fino a 6′ dal 90′, quando Gelli spedisce i calabri all’inferno con un… millimetrico colpo di testa. E anche per il Catanzaro di mister Michele Mignani, dopo quello opaco del suo collega Giorgio Gorgone, è notte fonda.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *