Riceviamo e pubblichiamo
Il punto centrale del confronto sul nuovo ospedale di Catanzaro è uno solo: una decisione politica che incide sulla qualità della vita e sul modo in cui una comunità organizza il diritto alla cura.
Un ospedale non è un’opera edilizia. È una scelta di organizzazione sociale che determina accesso, condizioni e dignità nei momenti di maggiore vulnerabilità per pazienti di ogni età, ceto sociale e provenienza territoriale.
La sanità non si valuta in astratto, ma dalla prospettiva del paziente, soggetto centrale del servizio sanitario. Accessibilità, connessioni territoriali e assenza di ostacoli materiali definiscono la reale uguaglianza di un diritto primario, irrinunciabile e costituzionalmente garantito.
Il nuovo ospedale avrà una vocazione regionale e dovrà rispondere a un principio non negoziabile: ogni cittadino, da qualunque territorio provenga, deve accedere alle cure nelle stesse condizioni reali. Il paziente non è “periferico” rispetto alla scelta: ne è il centro esclusivo di senso.
Chi affronta una malattia grave, un’emergenza o una condizione di fragilità non affronta un problema organizzativo, ma una condizione profondamente umana. È qui che si misura la qualità delle scelte pubbliche.
Una città si rafforza quando organizza la sanità sui bisogni reali, non su interessi localizzati. Le pressioni intra-urbane esistono, ma non possono determinare scelte che riguardano la salute e dunque la vita delle persone.
La sanità non è non può essere uno strumento di governo degli assetti urbani né di contrasto allo spopolamento: risponde al diritto alla cura, con il paziente al centro.
È essenziale e irrinunciabile non soltanto la difesa delle attuali specializzazioni del Pugliese-Ciaccio, ma anche, in un quadro di complessiva riorganizzazione dei servizi sanitari del Capoluogo di Regione, la sua ulteriore valorizzazione e specializzazione con nuove linee di attività, supportate e rafforzate dall’innovazione tecnologica.
Ma la collocazione del nuovo ospedale a Germaneto rappresenta la scelta più coerente con i criteri di accessibilità, connessione territoriale e integrazione con le infrastrutture viarie e di trasporto.
Una politica che mette al centro i più fragili non difende i luoghi in sé, ma il diritto a non essere svantaggiati dalla propria condizione. La responsabilità è tenere insieme il territorio garantendo accesso equo.
La politica si misura nella capacità di mettere il paziente al centro delle scelte sanitarie, unico parametro reale di ogni decisione.
La qualità di una scelta politica in materia di sanità pubblica si misura dalla sua capacità di ridurre le disuguaglianze reali. Questa è la sfida in Calabria, nel Mezzogiorno e nel Paese, ed è anche la sfida di Catanzaro.
Jasmine Cristallo
Direzione Nazionale
Partito Democratico