Riceviamo e pubblichiamo
Il Partito Democratico di Catanzaro vive un momento particolarmente delicato per la vita politica del territorio e per il Pd provinciale.
Sono due, oggi, i nodi da affrontare con urgenza: la piena operatività degli organismi dirigenti, in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, a partire dal referendum regionale del 29 novembre prossimo, e la situazione del capoluogo, commissariato ormai da molti mesi.
A Catanzaro, infatti, il commissariamento dura da un anno ed è ormai non più rinviabile la convocazione del congresso cittadino.
Nel capoluogo esistono già una candidatura e un programma: occorre restituire alla struttura cittadina piena agibilità democratica e consentirle di tornare a svolgere il proprio ruolo politico, anche in vista delle elezioni comunali del prossimo anno.
Da tempo ho evidenziato personalmente problemi di trasparenza e di natura organizzativa all’interno della segreteria provinciale.
Ma questo non è il momento di alimentare discussioni che non producono uno sbocco politico positivo.
È il momento, invece, di superare divisioni e contrapposizioni che rischiano di allontanarci dalle priorità dei cittadini.
In questo quadro, il recente provvedimento di azzeramento della segreteria provinciale da parte del segretario Gregorio Gallello, assunto in modo improvviso, radicale e senza un confronto preventivo a nessun livello del partito, rischia di apparire non come una scelta finalizzata a rilanciare l’azione politica, ma come un’operazione interna.
Funzionale a singole aspettative elettorali e priva di un concreto significato per la nostra comunità politica.
È necessario cambiare metodo e superare definitivamente una logica fondata sulle contrapposizioni e sui posizionamenti.
Il confronto politico, trasparente e rispettoso, deve tornare a essere l’unico strumento attraverso il quale affrontare le differenze, costruire sintesi e assumere decisioni condivise.
È quanto ci richiama quotidianamente anche la segreteria nazionale: unità, non unanimismo; attenzione ai cittadini e alle istanze sociali; difesa dei diritti e contrasto a ogni deriva autoritaria.
Non possiamo sprecare energie e tempo nei conflitti interni.
Il nostro impegno deve essere rivolto all’esterno, alla comunità che rappresentiamo e alle sfide che ci attendono.
Tutto questo nel pieno rispetto dello Statuto, dei principi fondanti del Pd e della dignità e autonomia di ogni dirigente e iscritto.
Per questo è necessario risanare al più presto la situazione della segreteria provinciale e convocare, una volta per tutte, il congresso cittadino di Catanzaro.
Il capoluogo ha bisogno di una struttura democratica pienamente legittimata e operativa.
Capace di tornare a fare politica e di affrontare con responsabilità una sfida decisiva come quella delle elezioni comunali del prossimo anno.
Carla Rotundo, Pd
