Fonte carabinieri e polizia
Nella notte di martedì, 21 aprile 2026, a Simeri Crichi (Cz) i militari in servizio a Sellia Marina (Cz) hanno denunciato a piede libero un soggetto 49 enne della provincia di Reggio per furto aggravato.
Nel dettaglio, i militari hanno intercettato un’autovettura che, alla vista dei lampeggianti, ha tentato la fuga verso la Ss106.
Dopo breve inseguimento, i militari hanno raggiunto e bloccato il veicolo e all’interno del bagagliaio hanno rinvenuto 225 litri di gasolio, suddivisi in 9 taniche, stipati con cura ma senza alcuna spiegazione credibile.
Nel frattempo, altre pattuglie, fatte convergere rapidamente sul posto, hanno setacciato la zona collinare, notando piccole tracce di gasolio lungo la strada, che conducevano a un terreno dove una società di noleggio, per conto di Enel, aveva installato un gruppo elettrogeno per sopperire a un recente guasto della rete elettrica locale.
Ivi è stato constatato che sportelli del macchinario erano stati forzati.
Il procedimento penale è tuttora pendente nella fase delle indagini preliminari, pertanto, vige il principio di non colpevolezza.
Sequestro prodotti contraffatti
Nei giorni scorsi si è conclusa un’articolata indagine condotta dai finanzieri del di Catanzaro volta al contrasto della produzione e commercializzazione di prodotti cosmetici pericolosi e che ha determinato il rinvio a giudizio di 3 rappresentanti legali di attività commerciali operanti nel settore per il reato previsto e sanzionato dall’art. 3 del D. Lgs. 4 dicembre 2015, n. 204.
Che punisce “chiunque produce, detiene per il commercio o pone in commercio prodotti cosmetici che, nelle normali condizioni d’uso normali o ragionevolmente prevedibili, possono essere dannosi per la salute umana”.
L’operazione trae origine da una serie di controlli delle Fiamme Gialle di Soverato presso alcune attività commerciali ove sono stati rinvenuti e sequestrati circa 1300 prodotti cosmetici esposti per la vendita, contenenti una fragranza sintetica tossica per la salute umana, il Butylphenyl Methylpropional, meglio nota con il nome “Lilial”, utilizzata per la preparazione di prodotti per la cura e l’igiene della persona, vietata dal 1 marzo 2022 in quanto considerata cancerogena.
I campioni dei cosmetici sequestrati che contenevano indicato in etichetta il “Lilial” sono stati, successivamente, sottoposti a specifiche analisi chimiche che hanno confermato la presenza della sostanza vietata.
Pertanto, sulla base delle evidenze riscontrate i finanzieri, al fine di disarticolare le filiere di approvvigionamento, hanno esaminato la documentazione commerciale delle attività commerciali ispezionate ed hanno così individuato 5 società produttrici e fornitrici dei cosmetici incriminati aventi sede in Piemonte, Lombardia, Veneto e Campania.
Le successive perquisizioni, condotte contestualmente sul territorio nazionale presso le sedi, i depositi e i magazzini delle società coinvolte, hanno permesso di effettuare il sequestro di ulteriori 40.000 confezioni di cosmetici, tra profumi, creme e prodotti per l’igiene della persona, contenenti la sostanza tossica unitamente al materiale utilizzato per la produzione e il confezionamento dei prodotti.
Infine, le evidenze emerse nel corso delle indagini sono state inserite nella banca dati Rapex, il “Sistema comunitario di informazione rapida sui prodotti non alimentari”, strumento essenziale per proteggere i consumatori europei dai prodotti pericolosi, che consente agli Stati membri dell’Ue di scambiarsi informazioni su prodotti che presentano rischi per la salute e la sicurezza, permettendo azioni correttive quale il ritiro del prodotto incriminato dal mercato.
Si evidenzia che i provvedimenti adottati in fase investigativa e/o dibattimentale non implicano alcuna responsabilità dei soggetti sottoposti ad indagini ovvero imputati.
E che le informazioni sul procedimento penale in corso sono fornite in modo da chiarire la fase in cui il procedimento pende e da assicurare, in ogni caso, il diritto della persona sottoposta ad indagini e dell’imputato a non essere indicati come colpevoli fino a quando la colpevolezza non è stata accertata con sentenza o decreto penale di condanna irrevocabili.
Truffa a 92enne
La polizia di Catanzaro ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Gip nei confronti di un uomo di 43 anni residente nella provincia di Napoli.
Ritenuto gravemente indiziato del reato di truffa aggravata in concorso, ai danni di un’anziana di 92 anni, perpetrata mediante il noto raggiro del cosiddetto “finto incidente stradale”.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro, hanno permesso di ricostruire nel dettaglio la dinamica del fatto, avvenuto nel mese di marzo 2026.
In particolare, la vittima veniva contattata telefonicamente da soggetti che, fingendosi un familiare e successivamente appartenenti alle Forze dell’ordine, prospettavano un grave incidente stradale e la necessità urgente di denaro per evitare conseguenze giudiziarie.
Attraverso tale artificio, la persona offesa veniva indotta a consegnare somme di denaro e oggetti preziosi per un valore complessivo rilevante.
Gli accertamenti svolti dal personale della Squadra Volante di Catanzaro, anche mediante l’analisi dei sistemi di videosorveglianza e riscontri investigativi, hanno consentito di individuare il soggetto ritenuto responsabile della fase esecutiva della truffa.
Ossia colui che si presentava presso l’abitazione della vittima per la riscossione del denaro.
L’esecuzione del provvedimento è stata effettuata con la collaborazione della Squadra Mobile di Napoli, competente per territorio, che ha operato congiuntamente alla Questura di Catanzaro per rintracciare il destinatario della misura.
Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per l’indagato vige la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
