Come ci capita talvolta di ripetere, emuliamo ancora una volta le forze dell’ordine (per l’esattezza i loro comunicati stampa) mettendo in chiaro un concetto chiave: quando scriviamo di politica, non parliamo di reati. Perché, se avessimo prove certe della loro esistenza o quantomeno pesanti indizi, non ci limiteremmo a scrivere ma innanzitutto ci recheremmo a portare gli elementi in nostro possesso alle autorità preposte. E toccherebbe a queste ultime svolgere quel genere di approfondimenti. Non certo a noi, che non abbiamo titoli né strumenti per farlo. A noi compete invece l’esercizio del diritto di critica, costituzionalmente garantito. Almeno al momento, grazie a Dio. Ma dopo questa premessa, per noi doverosa anche considerato la strategia che forse qualcuno sta adottando nei nostri confronti nel finora vano tentativo di spegnere (o meglio screditare) l’unica voce davvero libera e indipendente della città (scusate l’autocelebrazione), chiediamo subito scusa ai lettori per il “bla bla bla” iniziale venendo finalmente al succo.

Il succo: la sorte grama disegnata per tre quarti di Catanzaro

Il succo di cui sopra: la sorte grama decisa per oltre la metà, se non i tre quarti, di Catanzaro è già visibile come il sole in pieno giorno. Un destino, ma il sostantivo nella fattispecie è totalmente inesatto considerato come si tratti di tutt’altro  rispetto a una inesorabile fatalità, che passa da una convergenza di interessi tra pochi… influenti personaggi del capoluogo, i loro aventi causa o lacchè, e la politica. I quali, sia chiaro ancora una volta, a quanto ci risulta non infrangono la legge. Secondo noi, applicano semmai la consentita… legge del più forte. Si orientano cioè utilitaristicamemte a vantaggio dei più… strutturati. Quelli che danno le carte. E che hanno a cuore Lido e, come area intermedia e per loro strategica, Germaneto. E il resto? Mancia! Si arrangi. Considerato che, appunto, si può contare sull’incestuosa unione (politicamente parlando, s’intende!) Lega-Pd che, sempre a nostro avviso, ha già fatto le sue scelte.

Legittimo fare certe scelte, anche se…

Nel periodo delle dimissioni farsa dei consiglieri comunali, tali sono state senza più tema di smentita e absit iniuria verbis, avevamo già messo sull’avviso di prestare molta attenzione al dopo. Ai tempi delle fondamentali scelte urbanistiche, cioè. Che non riguardano per la verità soltanto Carroccio e… Asinello. Ma tutto l’arco… municipale. O quasi. Perché chi osa urtare certi influenti personaggi, ci riuscì per giunta uscendone vittorioso il solo Sergio Abramo ma si parla in un certo senso di un big e lo scriviamo noi dopo averlo stracriticato su vari organi di stampa, poi non naviga di certo in acque tranquille. E non è un’accusa, è la realtà dei fatti. Perché i gruppi di potere e di interesse, tipo le 7 sorelle del petrolio, ci sono a ogni latitudine e livello o si vuol negare pure questo. Altra cosa è dire che muovano indebite pressioni, ma che possano orientare talune scelte è persino legittimo. Sta di fatto, però, che purtroppo per i diretti interessati, in base alla Costituzione, abbiamo ancora la facoltà di criticare l’agire politico anche in modo sferzante seppur nei limiti della “continenza”. Che per noi è anche dire come determinate scelte in modo banale possano non influire affatto su chi si può curare a Roma o nelle migliori strutture sanitarie del Paese, semplicemente “strisciando la carta di credito”, mentre peggiorano la vita a chi fruisce del Pugliese-Ciaccio.

Ma importa davvero a qualcuno del futuro del Pugliese-Ciaccio?

Ma chi se ne importa dell’affossamento del Pugliese. Che, con un giro di parole, lo stanno ormai “destinando” al totale declino (con il polo oncologico d’eccellenza Ciaccio a ruota) nel volgere di poco tempo attraverso il… declassamento soft a Casa della Salute con qualche Repartino, di secondo o terzo piano o comunque del tutto inutile senza strutture di intervento… immediato quali Pronto soccorso, Sale operatorie e Terapia intensiva. Insomma una tragicomica eutanasia, assistita, proprio di un nosocomio. Un film del resto già visto con la stazione Fs, spostata non a caso da Sala a Germaneto. Che ha trovato finalmente tutto lo spazio e il parcheggio di cui necessitava un’importante infrastruttura del genere. Ma anche un grado di… isolamento tale che per frequentarla in sicurezza, soprattutto in certe ore, necessita pure più o meno di una scorta simile a quella di Nicola Gratteri. Un’esagerazione la nostra, certo. Non esageriamo però dicendo che, guarda caso, è stata quasi completamente soppiantata da quella di Lido. Guarda tu, alle volte, il caso!

Ma la domanda resta la stessa: quanto fin qui scritto importa a qualcuno o Catanzaro a breve sarà stile vecchia Badolato ma con il Ceravolo salvo

Ma quanto fin qui scritto importa a qualcuno? In una città in cui tutti (gli intellettuali, per l’esattezza) si interrogano “oziosamente” sulla città stessa e nessuno invece sui cittadini: la vera, incurabile, piaga del sempre più bistrattato capoluogo ahinoi! Vale a dire gli stessi abitanti che, al pari di molti fini pensatori, grazie al “sistema” da loro stessi servito e alimentato si sono arricchiti e raggiunto livelli di carriera impensabili per i loro titoli di studio o capacità di partenza. I “protagonisti”, cioè, di una Catanzaro che, più o meno tra una quindicina d’anni, sarà stile vecchia Badolato con le abitazioni ubicate da Sala in su vendute simbolicamente a un euro per lo spopolamento di un centro storico… depauperato. Anzi, svuotato! Forse, persino con l’ultima presa per i fondelli. Ideale per il popolo più stupido e asservito dell’intera nazione: l’intangibilità del Nicola Ceravolo. Unica tra tutte le strutture già spostate a Germaneto o Lido (Università, Ospedale, importanti uffici politici, stazione e chi più ne ha ne metta) razionalmente da delocalizzare per una serie di motivi. Ad esempio perché cento volte meno utile e rilevante delle altre appena citate, alcune addirittura “salvavita” o depositarie dei saperi da tramandare per la crescita delle future generazioni, e comunque con un indotto limitato a poche attività commerciali in media una volta ogni due settimane per 9 mesi all’anno. Follia!

Catanzaro, dove si nasce incendiari e si muore pompieri

Stadio al riparo da tutto, si diceva. Perché la furba e cinica politica asseconda il sentimento popolare. Espressione che a noi fa orrore di per sé. Ma questa è un’altra storia. Mentre torniamo al fatto che la politica sa bene come il grido “giallorossi, giallorossi”, dopo aver gustato “pruppetti e pasta china” da mamme e suocere  arrivando poi allo stadio in un battibaleno per la maggior parte dei tifosi eccetto i…  forestieri, in questa derelitta città non è importante: è l’unica cosa a contare. Come conta, allo stesso modo, nascere da incendiari e morire da pompieri, pur a costo di (s)vendersi per una comoda poltrona. Magari parlamentare, che soprattutto al giorno d’oggi vale assai di più di una sestina vincente al Superenalotto. Di sicuro con gli ideali persi per strada, ma tanta… mazzicogna trovata. E così è, se vi pare! Il mondo, scoperta dell’acqua calda, è dei bugiardi, dei furbi, degli ipocriti e soprattutto dei lecchini in attesa dell’osso, talvolta dorato.

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