Complesso monumentale San GiovanniComplesso monumentale San Giovanni

Riceviamo e pubblichiamo

Non solo una celebrazione, ma un’occasione concreta per riaffermare il valore strategico del Made in Italy e il ruolo delle imprese artigiane nello sviluppo dei territori.

Si terrà oggi, a partire dalle ore 16.00, nel complesso monumentale San Giovanni di Catanzaro, l’iniziativa Made in Italy: identità, qualità, futuro, promossa da Confartigianato Imprese Calabria in collaborazione con il Movimento Donne Impresa.

L’appuntamento si inserisce nel quadro delle iniziative promosse dal sistema Confartigianato dedicate alla Giornata del Made in Italy.

Istituita per valorizzare la creatività, la qualità e il patrimonio di competenze che costituiscono uno degli elementi più distintivi del sistema produttivo italiano.

Non è casuale la scelta del 15 aprile, data che coincide con la nascita di Leonardo da Vinci, simbolo universale di ingegno, innovazione e visione.

In un contesto economico e sociale segnato da profonde trasformazioni, l’evento si propone come uno spazio di confronto reale sul presente e sul futuro dell’artigianato, chiamato oggi a misurarsi con le sfide dei mercati globali, della transizione digitale e della sostenibilità.

Temi che non possono essere affrontati in modo isolato, ma richiedono una visione condivisa e politiche capaci di sostenere e accompagnare le imprese nei percorsi di crescita.

Al centro dell’iniziativa, il riconoscimento del valore dell’impresa artigiana come motore economico ma anche come presidio culturale e sociale.

Un sistema fatto di competenze, relazioni e identità territoriali che contribuisce in maniera determinante alla coesione delle comunità e alla costruzione di modelli di sviluppo sostenibili e inclusivi.

L’incontro rappresenterà anche un momento di dialogo tra istituzioni, imprese e rappresentanze di categoria, con l’obiettivo di rafforzare un’alleanza strategica per il rilancio del comparto.

La presenza delle istituzioni assume, in questo senso, un significato particolarmente rilevante: riconoscere il valore dell’artigianato significa investire sul futuro dei territori e sulla capacità del sistema produttivo di generare lavoro, innovazione e qualità.

Confartigianato Calabria, attraverso questa iniziativa, rinnova il proprio impegno nel promuovere occasioni di confronto e di proposta, nella consapevolezza che il Made in Italy non sia soltanto un marchio, ma un patrimonio vivo da difendere, sostenere e proiettare verso il futuro.

Il convegno

Non basta produrre qualità: occorre trasmetterla, raccontarla e trasformarla in una prospettiva concreta per le nuove generazioni.

È questa la sintesi più nitida emersa dall’iniziativa “Made in Italy: identità, qualità, futuro”, promossa da Confartigianato Imprese Calabria e ospitata al complesso monumentale San Giovanni.

Un confronto che ha restituito un messaggio chiaro: il futuro dell’artigianato – e con esso una parte rilevante dello sviluppo regionale – dipende dalla capacità di rendere questo settore attrattivo, accessibile e competitivo nel mondo contemporaneo.

L’evento, inserito nelle iniziative nazionali dedicato alla giornata del Made in Italy, ha rappresentato un momento di riflessione collettiva sul valore del “saper fare”.

Inteso non solo come marchio ma come identità, memoria e visione.

La legge quadro sull’artigianato è ferma al 1985. Oggi è indispensabile superare gli attuali limiti e riconoscere il valore dell’artigiano per la qualità delle produzioni e delle competenze.

Stato imprese 4A

In occasione della Giornata nazionale del Made in Italy, Confartigianato Imprese Calabria accende i riflettori sul valore strategico dell’artigianato regionale nei settori delle cosiddette “4 A” – Alimentare e bevande, Abbigliamento e moda, Arredo e legno, Automazione e meccanica – pilastri della manifattura italiana capaci di coniugare qualità, tradizione e innovazione.

In Calabria operano complessivamente 9.513 imprese nei settori delle “4 A”, con 21.670 addetti, all’interno di un sistema produttivo in cui l’artigianato rappresenta una componente centrale con 5.637 imprese, pari al 59,3% del totale, e quasi 10mila addetti, il 44,6% dell’occupazione complessiva dei comparti considerati.

La distribuzione territoriale evidenzia una presenza diffusa e articolata: nella provincia di Cosenza si contano 3.419 imprese, di cui 1.950 artigiane, con 7.420 addetti e un’incidenza delle “4 A” pari al 3,2% sull’economia provinciale; a Catanzaro le imprese sono 1.577, di cui 882 artigiane, con 4.358 addetti e un’incidenza del 2,7%; a Reggio Calabria operano 2.740 imprese, di cui 1.739 artigiane, con 5.431 addetti e un’incidenza del 3,9%; a Crotone si registrano 978 imprese, di cui 538 artigiane, con 2.032 addetti e un’incidenza del 3%; mentre Vibo Valentia, con 799 imprese di cui 528 artigiane e 2.430 addetti, si distingue per una vocazione particolarmente marcata, con un’incidenza del 4,5%, tra le più elevate a livello nazionale .

Sul fronte dell’internazionalizzazione, i dati confermano la rilevanza di questi comparti: nel 2025 l’export regionale delle “4 A” ha raggiunto i 575 milioni di euro, pari al 57,9% delle esportazioni complessive e all’1,5% del PIL regionale.

A trainare è il settore alimentare, che rappresenta il 68,4% del totale, seguito da automazione e meccanica con il 19,8%, abbigliamento e moda con l’8,5% e arredo e legno con il 3,3%.

Nel dettaglio territoriale, Reggio Calabria si attesta come la provincia con il maggior valore di esportazioni nei settori delle “4 A” con 265 milioni di euro, seguita da Cosenza con 104 milioni e Catanzaro con 97 milioni, dove emerge una forte incidenza dell’automazione e meccanica (45,1%) e della moda (32,4%); Vibo Valentia registra 67 milioni di euro con una significativa specializzazione nella meccanica (51,9%), mentre Crotone si attesta a 43 milioni con una forte prevalenza dell’alimentare (65,8%) . In alcune realtà, come Vibo Valentia e Crotone, l’export delle “4 A” supera l’82% del totale provinciale.

Accanto a questi risultati, emerge tuttavia una criticità strutturale legata alla disponibilità di competenze.

Nel 2025 le imprese calabresi dei settori delle “4 A” ricercano oltre 9mila lavoratori, ma il 46% delle figure risulta di difficile reperimento, una quota superiore alla media dell’economia regionale. Le maggiori difficoltà si registrano nella metallurgia e nei prodotti in metallo, dove non si riesce a reperire il 69,6% delle figure richieste, seguite da ceramica e vetro (64,2%) e dal comparto legno e mobili (57,6%).

In un contesto segnato da tensioni geopolitiche, aumento dei costi energetici e incertezze sui mercati internazionali, Confartigianato Calabria ribadisce come il Made in Italy, fondato su qualità, innovazione e filiere territoriali, rappresenti un fattore strategico da sostenere per garantire competitività e sviluppo duraturo.

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