“E cadde come corpo morto cade”, per dirla con il Sommo, la povera Giovino nel consiglio comunale di ieri (leggi qui: https://irriverentemente.com/catanzaro-da-de-nobili-consiglio-tutto-e-compiuto-il-tycoon-ha-vinto-e-il-cemento-colera-su-giovino-poi-il-teatro-degli-scontri-furibondi-la-gioia-dipinta-sui-volti-dei-consigloeri/). Ma nel contesto di un’operazione politica apparentemente sofisticata: salvare capra e cavoli, ovvero la reputazione del sindaco di sinistra(?) Nicola Fiorita, e del suo manipolo di “finti kommunisti”, ed esaltando invece la… vocazione capitalista della destra. Estrema sintesi di tutto questo panegirico al contrario?

Su Giovino arriverà sopra il verde dei campi sportivi una colata di cemento da far invidia al più spinto sviluppo urbanistico anni ‘70-’80, con la natura che cederà presto il passo a “ospizi pentastellati per vecchi ricchi”. Scusate, ma a noi viene meglio scrivere così volgarmente invece di ricorrere a un patinato “cliniche di lusso per anziani facoltosi”. Comunque sia, chi ci guadagnerà, peraltro legittimamente in forza dell’atto… comunale, montagne di soldi si sa bene chi è. Ma si deve anche sapere, e urlare ai quattro venti, che tra assenze strategiche (da Gregorio Buccolieri a Sergio Costanzo); appunto voti contrari in Aula dello scaltro contingente fioritiano per cui  “passata la delibera gabbato lo comunista (quello libero e contrarissimo)” e delegato il… lavoro sporco alla destra che poteva invece liberamente fare il suo inchino all’intraprendente tycoon, provvido e munifico con la città dalla gestione dell’Us ‘29 alle centinaia di posti garantiti seriamente, l’ammuina di ieri (il teatro delle solite finte liti in funzione di cortina fumogena) ha decretato lo stravolgimento imminente del volto di Giovino. E lo ha fatto in una città dove il vero potere ha al De Nobili solo meri esecutori materiali.

Ecco perché il… day after del Consiglio ci lascia solo una sensazione di aver assistito all’ennesima “notte in cui tutte le vacche sono nere”. Ma adesso basta, perché aprendo con Dante e chiudendo con Hegel, rischiamo di insolentire qualche consigliere che ha stigmatizzato il comportamento “manu militare” del sindaco (sia ben chiaro la i finale al posto della e noi l’avremmo messa, ma solo per non far suicidare la nostra prof dell’allora Ginnasio oggi purtroppo… soppresso). Vero amico Eugenio Riccio, grande amante del… latino. Solo in versione un po’ personalizzata! E infine un “Ps”: il ricordo, imperituro, di tutti i componenti di Giunta e Consiglio attuali, i cui nomi tra assenti, favorevoli e “contrari” dovranno restare scolpiti nella roccia per i secoli avvenire a partire da quando Giovino diventerà una… giungla di calcestruzzo.

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