Fonte Carabinieri, Polizia e Gdf
Circa 20 giorni fa, i carabinieri di Lido hanno arrestato un uomo, ritenuto responsabile di fuga pericolosa e resistenza a pubblico ufficiale, al termine di un inseguimento sviluppatosi lungo alcune delle principali arterie del quartiere marinaro di Lido.
Infatti verso le ore 18.10, una pattuglia dei Carabinieri in Viale Magna Grecia ha notato un’auto sospetta ferma in coda dietro un autobus di linea.
I militari hanno deciso quindi di procedere al controllo del veicolo e del conducente, intimando l’alt mediante i dispositivi di segnalazione in uso.
Alla vista dei Carabinieri, l’uomo si sarebbe invece dato improvvisamente alla fuga, accelerando bruscamente e superando l’autobus che lo precedeva.
Da quel momento, l’uomo ha intrapreso una corsa ad alta velocità tra le vie del centro, durante la quale ha effettuato manovre estremamente pericolose, procedendo anche contromano e mettendo a rischio la sicurezza della circolazione e l’incolumità di automobilisti e pedoni.
L’inseguimento si è concluso quando il conducente dell’auto, rimasto senza via di fuga in una strada particolarmente stretta, è stato bloccato tra l’auto dei carabinieri sopraggiunta alle sue spalle e un altro veicolo proveniente dal senso opposto.
L’uomo, 34enne catanzarese, è stato quindi arrestato e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.
Il giudice, all’esito del giudizio direttissimo, ha convalidato l’arresto, disponendo la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Da ulteriori controlli è emerso, inoltre, che l’uomo era alla guida senza aver mai conseguito la patente.
Mentre il veicolo risultava privo di copertura assicurativa.
Per tali violazioni sono state elevate le relative sanzioni amministrative, con contestuale sequestro del mezzo.
Si precisa che il procedimento penale pende nella fase delle indagini preliminari e che, per l’indagato, vige il principio di presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.
Fermo straniero irregolare
Nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto all’immigrazione irregolare, il Questore di Catanzaro, a seguito di un servizio di controllo del territorio svolto dai carabinieri di Belcastro (Cz), ha emesso un provvedimento di trattenimento di un cittadino straniero risultato in posizione irregolare sul territorio dello Stato.
Considerata la concreta pericolosità sociale del soggetto e il rischio di sottrazione ai provvedimenti dell’Autorità, il Questore di Catanzaro ha disposto il trattenimento presso il Centro di Permanenza per i Rimpatri di Bari.
Secondo le previsioni dell’art. 6 del Decreto Legislativo 142/2015, dove l’uomo resterà in attesa della decisione relativa alla richiesta di asilo.
L’uomo era gravato da diversi precedenti penali, destinatario di 11 condanne passate in giudicato, oltre a numerosi controlli e arresti eseguiti negli anni in diverse località del territorio nazionale.
Dopo l’identificazione, il cittadino straniero è stato posto a disposizione dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Catanzaro per gli accertamenti relativi alla regolarità della sua permanenza sul territorio italiano.
Le verifiche si sono rivelate particolarmente complesse poiché, nel corso dei precedenti controlli, l’uomo aveva fornito ben 12 diverse identità.
Rendendo difficoltosa la ricostruzione della sua reale posizione anagrafica e giudiziaria.
Nel corso delle procedure amministrative, il cittadino straniero ha manifestato la volontà di presentare domanda di protezione internazionale, presumibilmente a scopo dilatorio.
Il cittadino straniero è stato accompagnato dai carabinieri di Sellia Marina (Cz) presso la struttura individuata, dove è stato formalmente affidato al personale competente.
Sono tuttora in corso ulteriori approfondimenti amministrativi finalizzati all’accertamento della reale identità dell’uomo.
E alla ricostruzione completa della sua posizione sul territorio nazionale.
L’operazione si inserisce nell’ambito delle attività di prevenzione delle forze di polizia che proseguono in maniera costante su tutto il territorio provinciale.
Gdf Cosenza
Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza ha intensificato i controlli in materia di polizia ambientale rivolti alla individuazione di manufatti sui quali si rileva la presenza di materiale tipo amianto e/o cemento amianto.
In tale ambito, i finanzieri della Tenenza di Amantea hanno proceduto al sequestro di un’area di oltre 60.000 Mq sulla quale insistevano numerosi manufatti in stato di abbandono con coperture in Eternit per oltre 1.000 Mq i cui riscontri, effettuati anche mediante riprese aeree ad opera della Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Lamezia Terme, ed esami dei tecnici dell’ARPACAL e dall’ASP, hanno evidenziato la presenza di amianto in forte stato di deterioramento.
L’attività d’indagine sviluppata dalle stesse Fiamme Gialle cosentine, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Paola diretta dal Procuratore Capo Dott. Domenico Fiordalisi, ha consentito l’identificazione e il deferimento a piede libero di una persona fisica proprietaria dell’intera area.
L’operazione di servizio rientra in una più complessa attività di monitoraggio di siti contaminati da cemento/amianto che ha già permesso di comminare sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa 87 mila euro e porre sotto sequestro amministrativo nr. 33 fabbricati per una superficie complessiva di cemento/amianto pari a oltre 4 mila Mq.
L’attività di servizio condotta testimonia il costante impegno e sensibilità del Corpo alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica operando anche attraverso il contrasto agli illeciti economico-finanziari connessi ai reati ambientali, come la gestione illegale dei rifiuti e le frodi nel settore energetico, mediante controlli sul campo con il supporto del servizio aeronavale e la collaborazione con istituzioni ambientali.
Per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagine in relazione alla vicenda sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.
