Riceviamo e pubblichiamo
La continuità politica rappresenta, nel panorama italiano e in particolar modo nel contesto catanzarese, una pratica spesso ignorata.
Sacrificata sull’altare dell’opportunismo o della memoria breve.
In vista del prossimo consiglio comunale straordinario dedicato all’ubicazione del nuovo ospedale, è necessario richiamare l’attenzione sulla coerenza degli atti amministrativi passati.
Andrea Critelli, già consigliere comunale, sottolinea come il Consiglio si fosse già espresso chiaramente su questo tema, approvando all’unanimità — con soli due astenuti — un atto di indirizzo fondamentale.
Quel risultato fu il frutto di un lavoro sinergico e determinato con il comitato Salviamo il Pugliese.
In quella fase, lanciammo un monito che resta scolpito nell’identità della città: “Se muore il Pugliese, muore Catanzaro”.
Un concetto che oggi, con la nascita di un nuovo comitato a difesa del nosocomio, torna prepotentemente di estrema attualità.
La nostra linea politica rimane ferma su una proposta concreta, che ribadiamo con forza: invece di inseguire progetti faraonici da 250 milioni di euro, la vera sfida è il rafforzamento dell’esistente.
Crediamo fermamente che per garantire l’eccellenza delle cure ai cittadini calabresi — valorizzando la natura di hub del Pugliese — la strada maestra sia il potenziamento delle strutture attuali con nuovi investimenti in personale medico e infermieristico.
Proponiamo di ottimizzare le risorse attraverso una razionalizzazione intelligente: distribuire spazi e posti letto valorizzando strutture già disponibili e sottoutilizzate, come il plesso del Mater Domini.
Questo approccio permetterebbe di innalzare la qualità e la dignità dei servizi con un esborso economico contenuto, evitando gli sprechi di nuove grandi opere.
La nostra memoria politica è vigile.
Non vorremmo assistere nuovamente a scelte scellerate in cui, nel delocalizzare i servizi, ci si dimentica di programmare il futuro delle strutture alienate, condannando interi quartieri a una desertificazione dei servizi.
Catanzaro ha bisogno di una visione lungimirante che ponga al centro la salute dei cittadini e non la mera gestione immobiliare della Sanità.
*Questa analisi riflette la coerenza di un percorso politico che mette al primo posto l’efficienza dei servizi e la tutela della dignità del presidio cittadino”.