Catanzaro-AscoliCatanzaro-Ascoli

Catanzaro-Ascoli sarà disputata con una situazione di classifica, almeno consolidatasi alla vigilia dell’incontro, per certi versi del tutto inattesa rispetto alle risultanze del campo della scorsa stagione. Perché i padroni di casa, arrivati a un passo dalla serie A a fine maggio scorso, adesso sono in crisi nera e ultimi in classifica mentre gli ospiti navigano sicuri in piena zona playoff. Ovvio, quindi, che sebbene si sia a fine ottobre i punti in palio pesino, e parecchio, soprattutto per le Aquile. Che, se non faranno bottino pieno, saranno sempre più impelagate nella lotta per non retrocedere. E legate alle sorti di un allenatore, Giorgio Gorgone, che seguita a non convincere (eufemismo!) la piazza mentre viene difeso a oltranza dalla società. Una realtà nient’affatto piacevole. E che, a dirla tutta, preoccupa non poco i tifosi di fede giallorossa, timorosi di un tracollo della loro squadra del cuore. Comunque sia, alle 17.15 in punto ecco lo start del match affidato alla direzione dell’arbitro Andrea Calzavara della sezione Aia di Varese (leggi qui: https://irriverentemente.com/catanzaro-ascoli-arbitra-calzavara-aia-varese-uno-dei-migliori-giovani-prospetti-della-can-senza-lunga-sosta-in-c/).

Primo tempo:

Al Nicola Ceravolo il minuto in cui ci sono le prime… note di cronaca, significative, di Catanzaro-Ascoli è senza dubbio il nono. Intanto perché sulla città dei Tre Colli si abbatte un acquazzone neppure previsto così violento. E poi soprattutto perché Gori, nello stesso minuto, chiama il portiere dei locali all’intervento non banale con una “sventola” da oltre 30 metri. Così come fa il suo compagno D’Uffizi, però sempre fermato dai guantoni di Pigliacelli. Al 18’, tuttavia, un Koffi innescato da un Di Francesco ispiratissimo in versione assistman va in porta e fa 1-0. La prima grande soddisfazione in questa stagione per l’ivoriano, classe 2002, di nuovo titolare per via dell’assenza di Pecorino che gli aveva soffiato il posto. Ma la gioia del calciatore proveniente dalla massima serie maltese e di tutti i giallorossi dura poco. Pochissimo, anzi! Dal momento che il solito calcio d’angolo subito, la “croce” del Catanzaro versione ‘26/’27, offre a Gori la possibilità del colpo di testa dell’1-1. Si è al 21’. Alla mezz’ora esatta, invece, Di Francesco fa slalom tra i difensori marchigiani ma spara alto. Appena 90 secondi dopo, però, Acampora fulmina Pigliacelli con un tiro che si… incastona sotto la traversa : 2-1 o 1-2 (meglio). E al 33’ D’Uffizi per poco non triplica. Ma al 36’ altro corner e altro gol, di Gattoni e stavolta è davvero 1-3. Come spesso si dice, però, non c’è (mai) il limite al peggio e Corradini cala il poker degli ospiti. Poi, solo il duplice fischio dell’arbitro e quelli degli spalti.

Secondo tempo:

Inizia la ripresa, mister Gorgone prova a rimescolare le carte. Mentre la Tribuna Ovest, diventata… Curva Massimo Capraro per via degli infiniti lavori al vecchio Militare, canta: Spendere bisogna spendere per vincere!”, “anche se perdiamo, noi cantiamo”, “noi vogliamo gente che lotta”, un molto più esplicito “tirate fuori le palle” e infine “voi non siete il Catanzaro”,  invece di assistere quantomeno a una reazione d’orgoglio della compagine calabra, assiste con gli… occhi sbarrati al suo definitivo tracollo. Al 6’, infatti, prima Corradini timbra la traversa e subito dopo Milanese fa pokerissimo per i suoi. Scusate, 5-1. Addirittura! Al 24’ D’Alessandro prova a sorprendere Vitale, ma il portiere degli ascolani protegge bene lo specchio della sua porta e para con relativa facilità. Al 27, invece, dalla parte opposta è De Pieri a chiamare Pigliacelli a un intervento di piedi stile Garella o Garellik, se preferite. Ma su Catanzaro, anzi, sul rettangolo verde piove, grandina e forse persino nevica, e così Gori, al 33’, chiude il… set: 6-1. Un’umiliazione senza precedenti, almeno a nostra memoria. Si riprende a giocare dopo un lunghissimo controllo della Var, la quale conferma la rete, ma più che una partita è ormai una ridicola farsa. Un’agonia di circa 15’, considerato che il recupero di 3′ assume i contorni di una presa per i fondelli ai tifosi giallorossi pure da parte dell’arbitro.

Conclusioni:

Le Aquile oggi non hanno toccato il fondo. Si sono messe a scavare molto più in profondità. Del resto subiscono più gol da corner che da… rigori fischiati contro! La realtà di questa squadra, comunque sia, è un tragicomico elettroencefalogramma piatto. E oggi al Ceravolo è andata assai peggio che con il Fasano negli anni ’90 (1-4) e il Cosenza circa un decennio fa (0-3).

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