Hellas Verona-CatanzaroHellas Verona-Catanzaro

Verona settimo, Catanzaro penultimo. Nasce con questi presupposti di classifica la sfida tra scaligeri e calabri nell’anticipo del venerdì sera della 7. giornata del campionato di serie B. E sono presupposti tutt’altro che positivi. Ma per entrambe le contendenti. Che non attraversano esattamente un periodo felice. Anzi, tutt’altro. Perché se per le Aquile, dopo aver sfiorato la A appena pochi mesi fa, la realtà attuale è davvero mesta, per i retrocessi dalla A veneti (desiderosi di tornare subito in massima serie) non è che il piazzamento odierno sia “rose e fiori”. Punti pesanti in palio, dunque. Malgrado si sia ancora a metà ottobre. Ma con gialloblù che, come ovvio, partono favoriti. E catanzaresi che invece cullano il sogno di fare lo sgambetto ai padroni di casa o quantomeno di uscire con un pareggio dal Bentegodi. Obiettivi fin troppo chiari, quindi, alla vigilia della partita affidata alla direzione di gara del sig. Mario Perri di Roma1 (leggi qui: https://irriverentemente.com/verona-catanzaro-arbitra-perri-cognome-calabrese-di-roma1-ingegnere-aerospaziale-33enne-con-il-fischietto/).

Primo tempo:

Al 12’ la partita si stappa, quasi a sorpresa. Perché mentre il Verona ci prova. Il Catanzaro ci riesce. A passare in vantaggio! Di Francesco, infatti, lavora un buon pallone sulla sinistra del fronte d’attacco calabrese e offre un pallone filtrante in area dove Candela in beata solitudine non si fa certo pregare per trafiggere Perillli e fare 1-0. O 0-1, se preferite. E al 21’ sull’asse Candela-Pecorino nasce un altro pericolo con il secondo dei calciatori nominati che impegna Perilli in una parata a terra. Al 33’ scaligeri vicini al pari. Mosquera prima, arrivando d’un soffio in ritardo, e poi Sarr, chiuso da un super Candela, non trovano però l’appuntamento con il gol. Dai e dai, tuttavia, e al 36’ Livramento scappa via a Ruggero e mette al centro dell’area un pallone su cui Mosquera, esattamente come Candela una ventina di minuti prima, non si fa pregare per il tap-in dell’1-1. Al 42’, poi, Pigliacelli superlativo su Sarr con un intervento prodigioso che vale come un gol. Passa poco e dopo un paio di minuti di recupero si va negli spogliatoi per l’intervallo.

Secondo tempo:

Inizia la ripresa e Mosquera è un’ira di Dio come nel primo tempo. Al sesto, infatti, Iannoni si inserisce in area, ma viene anticipato proprio da Mosquera che tenta il diagonale. Sfiora soltanto il palo alla destra di Pigliacelli, però. Al 15’, invece, conclusione di Zappa da fuori area, anche questa ribattuta. Al 21’, comunque, Mosquera riesce nel proprio intento. E gli scaligeri, quindi, ribaltano momentaneamente il risultato con un colpo di testa che trova l’angolino basso, dove Pigliacelli non può proprio arrivarci. L’assist è di Sarr, direttamente da calcio d’angolo: il tallone d’Achille del Catanzaro in fase difensiva. Sembra il preludio dello “sfascio” dei giallorossi. Ma, al contrario, al 30’ Calabrese “affonda” in area Pecorino. È rigore. Netto, solare. E lo stesso calciatore dal dischetto fulmina Perilli: 2-2. A quel punto la partita entra in una fisiologica fase di stanca con il Verona che oltretutto resta in dieci, considerato come il neo-entrato Cerbone che si fa male a un minuto dal suo ingresso a slot cambi finiti per l’allenatore dei veneti Marco Baroni. È questa una quasi ideale “parola fine” che chiude di fatto le ostilità sul 2-2. Risultato forse non giustissimo, ma decretato dal campo.

Conclusioni:

Il Catanzaro esce con un punto d’oro dal Bentegodi. Certo, le Aquile hanno avuto una buona dose di fortuna nel reggere l’impatto di un Verona determinato a vincere, ma si sono dimostrate volitive nel cercare a ogni costo di evitare l’ennesimo stop. E alla fine ci sono riuscite.

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