Riceviamo e pubblichiamo

Quasi un’ora e mezza di conversazione, da remoto, con i deputati del Movimento 5 Stelle, Davide Aiello, Dario Carotenuto, Valentina D’Orso e Riccardo Tucci, in rigido ordine alfabetico, per dare una speranza (lavorare nella Pa) a chi l’ha persa!

Ovvero ai referenti, nazionali e regionali, del comitato idonei al concorso Ripam per funzionari nei Piccoli Comuni (sotto i 5mila abitanti) in rappresentanza dei loro colleghi (circa 1.800 in tutto).

Una selezione pubblica e statale, su base territoriale, che per il momento si è risolta in un quasi “nulla di fatto” con un paventato pressoché totale blocco assunzionale, persino per i vincitori.

In barba al loro diritto a “occupare un posto pubblico”, come si diceva un tempo in termini gergali.

I punti discussi

Questi comunque i punti sviscerati nel corso del lungo confronto telematico: la riduzione ingiustificata dei posti disponibili: scesi da 178 a 124, a causa del ritiro di numerosi Comuni, con la Funzione Pubblica che non pare aver effettuato le dovute verifiche sulle reali motivazioni e legittimità di tali recessi; la mancata presa in considerazione delle graduatorie Ripam: molti enti locali starebbero ignorando i vincitori del concorso in questione per attingere al bando Asmel, criticato perché reintroduce la discrezionalità dei Comuni (tramite interpelli diretti) nelle assunzioni, vanificando così di fatto una precedente rigorosa selezione pubblica; la possibile configurazione di un danno erariale. È stato infatti evidenziato un grave spreco di risorse pubbliche, con quasi 1.9 milioni di euro di fondi europei spesi per far gestire l’iter concorsuale al Formez. Risorse che andrebbero sprecate se le assunzioni non venissero portate a termine e, infine, le supposte inadempienze dei Comuni oltreché le anomalie nei Piao (Piano integrato di attività e organizzazione): molti Comuni, soprattutto i più piccoli, pur avendo fatto richiesta di figure per la transizione digitale, si troverebbero in deficit strutturale o con i conti in… rosso. Avrebbero quindi partecipato al bando senza inserire le nuove figure nei propri Piao, arrivando a rifiutare i profili Digitali o a proporre assunzioni posticipate alla fine del 2027. Uno stato di cose che ha spinto il deputato Aiello, unitamente ai suoi colleghi, a proporre interrogazioni parlamentari e un futuro question time. Senza contare che gli stessi membri della Camera, presenti in call, hanno già depositato un’interrogazione lo scorso 20 ottobre. Ma stanno valutando pure la presentazione di emendamenti specifici durante la discussione dell’imminente Legge di Bilancio per tutelare i vincitori, vincolare le assunzioni e prolungare o salvaguardare le graduatorie. Al loro prezioso supporto, si aggiunge anche quello sindacale con un canale di dialogo con la Funzione Pubblica della Cgil. In particolare con il coordinatore nazionale di comparto Alessandro Purificato al fine di creare un fronte comune e rafforzare la vertenza a livello istituzionale. Ad esempio estendendo la graduatoria ad altri Enti (centrali o ministeri) in modo da non disperdere le competenze digitali, economiche, giuridiche e tecniche che i cosiddetti piccoli Comuni non riescono ad assorbire. È inoltre al vaglio l’interlocuzione amministrativa diretta: in particolare con il dipartimento della Funzione Pubblica allo scopo di acquisire aggiornamenti e monitorare l’effettivo stato di avanzamento dell’istruttoria. Infine la strategia mediatica con l’ausilio di un comunicato stampa congiunto attraverso i canali social e i contatti con la stampa nazionale, per accendere un faro sulla vicenda e fare pressione sul Dipartimento della Funzione Pubblica.

L’impagabile supporti di parlamentari e Cgil

Ma al di là di ogni azione e considerazione, restano impagabili l’attenzione e la sensibilità, anche e soprattutto umana prima che politica, dimostrate dai parlamentari Aiello, Carotenuto, D’Orso e Tucci e della Cgil.

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