Fonte Gdf

Un’operazione antimafia e antidroga, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catania ed eseguita dai finanzieri del comando provinciale etneo, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 15 persone, su un totale di 28 indagati. Le operazioni si sono svolte nelle province di Catania, Cosenza, Lecce, Prato, Reggio Calabria e Siracusa, oltre che a Malta, dove si è proceduto mediante la trasmissione di un mandato di arresto europeo.

I soggetti coinvolti sono indagati, a vario titolo, per i reati di traffico organizzato e spaccio di sostanze stupefacenti, minaccia e detenzione abusiva di armi da fuoco.

I reati sono contestati con le aggravanti della transnazionalità e dell’agevolazione mafiosa.

Secondo l’ipotesi investigativa, il gruppo criminale sarebbe contiguo al clan catanese “Cappello-Bonaccorsi” e avrebbe agito nella consapevolezza di agevolarlo, occupandosi anche del sostentamento dei membri detenuti.

Dalle indagini è emerso inoltre il rifornimento di stupefacenti a favore del gruppo “Borgata”, articolazione del clan “Santa Panagia” di Siracusa.

Per gli indagati non colpiti dal provvedimento restrittivo in carcere si procederà all’interrogatorio preventivo, sulla base del quale il Giudice effettuerà la valutazione preliminare delle esigenze cautelari.

Le indagini sono state condotte dalle unità specializzate del Gico del nucleo di polizia economico-finanziaria di Catania sotto la direzione della Procura.

L’attività investigativa si è avvalsa di intercettazioni telefoniche, ambientali, telematiche e videosorveglianza, oltre all’acquisizione di dati tramite banche dati e servizi di osservazione e riscontro.

Gli elementi raccolti delineano la struttura e l’operatività di un’associazione a delinquere finalizzata al traffico transnazionale di cocaina, hashish e marijuana tra il territorio nazionale e quello maltese.

Il gruppo, radicato a Catania, utilizzava anche il canale del carcere come base operativa per stabilire le modalità di svolgimento delle attività illecite.

Nel corso dell’inchiesta erano già stati effettuati diversi sequestri per un totale di circa 25 chili di stupefacenti, che avevano portato all’arresto di 4 persone.

Dalle attività tecniche è emerso anche il coinvolgimento della compagine criminale nel tentativo di recuperare in mare, al largo delle coste catanesi, un ingente carico di circa 2 tonnellate di cocaina.

Il recupero sarebbe stato commissionato da due soggetti calabresi di Locri (Rc) e Siderno (Rc), interessati al rintraccio della partita per il successivo trasporto in Calabria previo pagamento di un lauto compenso al gruppo etneo.

Il tentativo si è rivelato infruttuoso in quanto il carico era già stato precedentemente individuato e sequestrato in mare dalla guardia di finanza di Catania.

Contestualmente alle misure personali, è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo, anche per equivalente, di attività economiche, disponibilità, beni mobili e immobili per un valore complessivo di circa 700 mila euro.

Il provvedimento ha riguardato nel dettaglio disponibilità liquide, 13 auto e motoveicoli, 10 immobili e un’attività economica di somministrazione di cibi e bevande.

L’esecuzione delle attività ha visto l’impiego di circa 110 finanzieri sotto il coordinamento del nucleo di polizia economico finanziaria di Catania, con il supporto di unità cinofile e antiterrorismo pronto impiego etnee, dei reparti territoriali della provincia catanese (Acireale, Riposto e Paternò), del Nucleo di polizia economico finanziaria di Lecce e dei mezzi aerei del gruppo aeronavale della guardia di finanza di Messina – sezione aerea manovra di Catania.

I destinatari della custodia cautelare sono stati trasferiti presso le case circondariali di Catania-Bicocca e Siracusa.

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