Cinghiali a zonzo

Riceviamo e pubblichiamo

Un’emergenza ormai strutturale che minaccia produzioni, reddito e futuro delle aree interne.

Coldiretti Calabria interviene con fermezza sulla proliferazione incontrollata dei cinghiali negli areali della Patata della Sila Igp.

E chiede un cambio di passo immediato alle istituzioni.

Produzioni a rischio e imprese sotto attacco

Con la campagna di semina ormai conclusa e gli investimenti già sostenuti, le aziende agricole segnalano danni già in atto e perdite potenzialmente irreversibili.

Nei territori della Sila – si legge – la presenza dei cinghiali è sempre più massiccia, i campi risultano particolarmente vulnerabili nelle fasi iniziali e non esistono possibilità di recupero produttivo, data la brevità del ciclo colturale.

Il rischio concreto è compromettere una delle filiere simbolo dell’agricoltura calabrese, con gravi ripercussioni economiche, occupazionali e sociali.

Un Piano esiste, ma non è attuato

Coldiretti sottolinea come il Piano Straordinario di contenimento del cinghiale (approvato a fine 2024) contenga strumenti efficaci, rimasti però in larga parte inapplicati.

In particolare, non è stato attivato il coinvolgimento diretto degli agricoltori previsto dal Piano.

Mancano procedure operative per agire tempestivamente sui territori, si registra un evidente e forte ritardo nell’attuazione concreta delle misure.

Le richieste di Coldiretti Calabria: “Servono azioni immediate e coordinate”

Per fronteggiare l’emergenza, Coldiretti Calabria chiede: piena e immediata applicazione del Piano straordinario, rafforzamento dei selecontrollori e delle squadre operative, attivazione concreta del ruolo degli agricoltori-cacciatori, utilizzo diffuso delle gabbie di cattura, con adeguato sostegno economico, coordinamento stabile tra Regione, Parco della Sila e Atc, attivazione di un monitoraggio continuo delle aree più colpite, convocazione urgente di un tavolo operativo permanente. Coldiretti è chiara: non si tratta più di una criticità occasionale, ma di una emergenza che mette in discussione la sopravvivenza stessa delle aziende agricole nelle aree interne.

L’organizzazione richiama quindi tutte le istituzioni a una assunzione di responsabilità condivisa, sottolineando che la tutela dell’equilibrio faunistico deve privilegiare la difesa del lavoro agricolo e del presidio territoriale. Coldiretti ribadisce il proprio impegno a sostenere le imprese agricole colpite, promuovere interventi strutturali e non più emergenziali, difendere una filiera identitaria come la Patata della Sila IGP, simbolo delle aree montane calabresi.

Serve agire subito – conclude la lettera -non sono più tollerabili ritardi o interventi parziali: le misure esistono e devono essere rese pienamente operative con interventi immediati, coordinati e continuativi. Ogni giorno perso significa produzioni distrutte, redditi compromessi e territori più fragili. In gioco non c’è solo una campagna produttiva, ma la tenuta stessa di una filiera strategica per la Calabria

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