Riceviamo e pubblichiamo
Un giocattolo destinato a un bambino o un comune utensile per la casa possono nascondere rischi quando vengono immessi sul mercato senza rispettare le prescrizioni poste a tutela di chi li acquista.
È in questo contesto che si inserisce l’intervento eseguito dai finanzieri di Vibo, che hanno sottoposto a sequestro amministrativo 4.335 articoli, tra giocattoli e prodotti casalinghi, nell’ambito di un controllo mirato alla tutela del mercato dei beni e dei servizi e alla sicurezza dei consumatori.
L’attività ispettiva, eseguita presso un esercizio commerciale della provincia, ha consentito di individuare numerosi prodotti posti in vendita in violazione degli obblighi previsti dalla normativa a tutela del consumatore, con particolare riferimento alle informazioni che devono accompagnare i beni commercializzati e consentire all’acquirente di conoscerne caratteristiche, provenienza e modalità di utilizzo in condizioni di sicurezza.
I prodotti irregolari sono stati pertanto ritirati dal mercato e sottoposti a sequestro amministrativo. Nei confronti del titolare dell’attività commerciale sono state contestate le previste violazioni amministrative.
L’intervento assume particolare rilievo per la natura di parte della merce sequestrata.
La sicurezza di un prodotto non riguarda, infatti, soltanto la sua qualità, ma passa anche attraverso il rispetto delle regole che consentono al consumatore di effettuare acquisti consapevoli e di utilizzare correttamente ciò che porta nelle proprie case.
Una tutela che diventa ancora più importante quando i beni sono destinati ai più piccoli.
Il contrasto alla commercializzazione di prodotti non conformi rappresenta, al contempo, uno strumento di tutela del mercato e della concorrenza.
Impedire che operatori economici possano trarre vantaggio dall’inosservanza delle regole significa proteggere le imprese e i commercianti onesti che sostengono i costi necessari per garantire prodotti conformi agli standard previsti.
Girifalco
La storia millenaria della Calabria continua a restituire i suoi tesori, questa volta attraverso un’inattesa scoperta archeologica che ha visto protagonista il territorio di Girifalco (Cz).
Una settimana fa, infatti, in un’area situata tra le località Caria e Romano recentemente interessata da un incendio boschivo, è venuto alla luce un antico reperto in ceramica.
A fare la gradita scoperta e a informare tempestivamente i carabinieri è stata l’associazione Archeoclub toco caria di Girifalco, secondo la quale l’oggetto d’interesse sarebbe databile addirittura al periodo greco-romano.
Nello specifico, gli esperti ritengono possa costituire il frammento dell’orlo di un dolium romano, imponente recipiente utilizzato nell’antichità per la conservazione e il trasporto delle derrate alimentari.
Il delicato recupero è stato reso possibile grazie a una perfetta sinergia istituzionale, con la Soprintendenza archeologia belle arti e aesaggio di Catanzaro e Crotone che ha subito autorizzato il prelevamento e la messa in sicurezza del reperto e il suo affidamento temporaneo al sindaco di Girifalco
L’interessante manufatto è ora al sicuro, ma il suo viaggio non è ancora finito: il prossimo passo prevede approfonditi accertamenti di natura tecnica, che verranno condotti in stretta collaborazione con il Nucleo tutela patrimonio culturale (Tpc) di Cosenza.