Riceviamo e pubblichiamo (foto archivio)

Questa mattina Vallefiorita (Cz) ha accolto Claudio Maniago, vescovo di Catanzaro, in occasione della festa della Divina Misericordia.

Un appuntamento che ha saputo unire dimensione religiosa e identità territoriale, richiamando fedeli e cittadini in un momento di forte partecipazione collettiva.

L’iniziativa si è configurata come una manifestazione capace di coinvolgere l’intero tessuto locale.

La giornata si è aperta con l’accoglienza dell’arcivescovo in Piazza Matteotti, primo momento di incontro diretto con la comunità. 

Il giorno dell’Ottava, nel corso dell’omelia mons. Maniago ha sottolineato l’importanza della Pasqua come tempo di pace, di conciliazione e di speranza.

E invitato i fedeli a riflettere sulla centralità di Gesù nella nostra vita e l’importanza della comunità, della Chiesa, dell’altare, della croce e del pane spezzato come simboli della nostra fede e della nostra rinascita a una vita nuova.

Il presule ha concluso con un invito a vivere la risurrezione di Cristo in modo più profondo e significativo.

Al termine della funzione religiosa, il corteo si è diretto verso la Cona di San Rocco, in Corso Europa.

Qui si è svolto uno dei momenti più significativi della giornata: lo svelamento e la benedizione del dipinto di Giovanni Paolo II, opera dell’architetto Claudio Bongarzone.

La scelta della Festa della Divina Misericordia come cornice della visita ne amplifica il significato simbolico.

La ricorrenza, istituita proprio da Giovanni Paolo II nel 2000 durante la canonizzazione di Faustina Kowalska, richiama il cuore del messaggio cristiano: la misericordia di Dio.

Maniago, tra l’altro, è stato uno degli ultimi vescovi nominati da Wojtyla.

Lo stesso pontefice ne sottolineò l’importanza anche nell’enciclica Dives in Misericordia del 1980.

Una coincidenza carica di significato lega inoltre la sua morte – il 2 aprile 2005 – alla vigilia della festa, celebrata quell’anno il 3 aprile.

Coincidenza nelle coincidenza, quasi divina.

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