Fonte Carabinieri

Controlli in materia di sicurezza alimentare e sui luoghi di lavoro a Sellia M. (Cz): sospesa un’attività di ristorazione per lavoro nero e carenze igienico-sanitarie.

Sequestrati 16 kg di alimenti non tracciati e sanzioni amministrative per oltre 13.000 euro.


I carabinieri hanno accertato gravi violazioni amministrative e igienico-sanitarie in un ristorante della zona.

In particolare, sono state elevate sanzioni dell’importo complessivo di 13.300,00 euro e sequestrati oltre 16 kg di alimenti non tracciati.

L’attività commerciale è stata temporaneamente sospesa fino all’avvenuta attuazione delle prescrizioni imposte e alla completa regolarizzazione del personale. 

Nell’accedere ai vari ambienti, gli operanti hanno fin da subito riscontrato l’impiego di 2 lavoratori “in nero” su un totale di 6 dipendenti identificati sul posto.

L’omessa comunicazione preventiva di assunzione e l’impiego di forza lavoro irregolare in misura pari o superiore al 10% del personale presente hanno fatto scattare sanzioni per 13.300 euro.

E l’immediato provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale.

Le successive verifiche condotte dai Carabinieri del Nas hanno portato alla luce ulteriori inosservanze relative alla sicurezza alimentare e alle strutture.

Infatti, nei locali cucina e nei depositi sono stati rinvenuti circa 16 kg di prodotti alimentari vari – tra carni, prodotti ittici e preparazioni gastronomiche – privi di tracciabilità, con etichettatura rimossa, senza l’indicazione del lotto o della data di scadenza e per questo immediatamente sottoposti a sequestro amministrativo.

Inoltre, è emerso il mancato aggiornamento delle schede di autocontrollo Haccp, unitamente a diffuse carenze strutturali tra cui sporco pregresso, pareti annerite in prossimità della cappa, lesioni all’intonaco e serramenti inidonei contro gli infestanti, da cui sono scaturite sanzioni per 3.000 euro.

Nei prossimi giorni saranno effettuati ulteriori approfondimenti e verifiche documentali sulla posizione dell’azienda.

Presunto sversamento illegale

Denuncia in stato di libertà per 48enne, amministratrice e legale rappresentante di una società operante nella lavorazione di inerti.

Il provvedimento è scaturito a seguito dello sversamento illecito di reflui industriali non trattati nel torrente Soveria Simeri, le cui acque si immettono nel mare antistante la costa jonica.

In particolare, nel pomeriggio dello scorso 8 agosto, a seguito di numerose segnalazioni giunte al Nue112 da diversi bagnanti circa la presenza di una macchia marrone alla foce del torrente, i militari dell’Arma sono immediatamente intervenuti sul posto, risalendo l’alveo del corso d’acqua fino ad individuare la fonte dell’inquinamento.

Giunti nel territorio di Soveria Simeri (Cz), i arabinieri hanno intercettato una condotta di notevoli dimensioni, posta a ridosso del perimetro aziendale del citato impianto, dalla quale fuoriusciva un copioso flusso di liquido denso e marrone che si riversava direttamente nel fiume.

I successivi approfondimenti hanno fatto emergere un evidente quadro di irregolarità ambientali.

Fatto immediato accesso all’interno dello stabilimento, i carabinieri hanno constatato che la linea di lavorazione degli inerti era in piena funzione e che i liquidi di lavaggio venivano convogliati in vasche di decantazione per poi defluire all’esterno, senza alcun preventivo trattamento di chiarificazione, attraverso il tubo di scarico.

Al fine di interrompere le conseguenze dannose del reato, gli operanti hanno imposto l’immediata cessazione del ciclo produttivo e prelevato dei campioni di refluo.

Le successive analisi di laboratorio, condotte dall’ Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria), hanno confermato l’iniziale quadro indiziario, rilevando un parametro di solidi sospesi venti volte superiore al limite consentito, fortunatamente senza conseguenze nocive per la balneazione.

Gli accertamenti documentali hanno, inoltre, permesso di appurare che lo stabilimento operava in assenza di un valido titolo autorizzativo allo scarico dei corpi idrici superficiali.

Di conseguenza, la titolare dell’impianto è stata deferita in stato di libertà alla Procura per scarico di acque reflue industriali, gestione di rifiuti senza autorizzazione ed inquinamento ambientale.

L’operazione conferma l’impegno costante del Comando Provinciale dei Carabinieri a tutela di legalità, ambiente e salute.

I controlli proseguiranno in tutta la Provincia per prevenire analoghe violazioni, a garanzia della conservazione dell’ecosistema e della salute umana e animale, in particolare lungo la fascia costiera a forte vocazione turistica.

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