Riceviamo e pubblichiamo

“‘L’Anno che verrà’, il grande show di capodanno della Rai andato in scena a Catanzaro, è stato uno straordinario successo.

Allo scoccare della mezzanotte, oltre la metà della platea televisiva – 7 milioni 897 mila telespettatori, pari al 51,64 % di share- era sintonizzata su Rai 1.

Ancora una volta la Calabria ha mostrato al Paese il meglio di sé: le sue eccellenze, le sue enormi potenzialità, la voglia di crescere, di farsi conoscere e di imporsi a livello nazionale come una regione capace di attrarre turismo, investimenti e opportunità.

La scommessa è stata vinta. La macchina organizzativa ha funzionato alla perfezione. Per la professionalità e dedizione di quanti hanno reso possibile questo grande evento.

Per questo ci sorprendono alcune considerazioni apparse su un sito nazionale.
Un critico televisivo è naturalmente libero di valutare lo show, gli artisti o la scaletta: la critica è utile quando è seria, intelligente e costruttiva.

Quello che non possiamo accettare, però, sono gli attacchi a gamba tesa, alla Calabria e a Catanzaro.

In quell’articolo emergono toni insultanti e razzisti, e parole che richiamano i soliti pregiudizi e stereotipi contro la nostra terra: espressioni inaccettabili per chi scrive su una testata nazionale.

La realtà è che il Capodanno Rai in Calabria è stato un successo riconosciuto da numeri, immagini e partecipazione.

Se poi qualcuno, come ha fatto un network locale, prova ad amplificare polemiche sterili, forse ha solo semplicemente iniziato il 2026 così come aveva chiuso il 2025: rosicando. Buon anno a tutti”.

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