Quale futuro per l’industria calabrese?

Quali prospettive per l’occupazione, lo sviluppo produttivo e la valorizzazione delle potenzialità del nostro territorio?

Interrogativi cruciali per una regione che ha bisogno di politiche industriali concrete, investimenti, innovazione e lavoro stabile, sicuro e di qualità.

La Fiom Cgil Calabria ne discuterà dopodomani alle ore 9.30.

In Unioncamere a Lamezia Terme (Cz).

L’iniziativa, che rientra nell’ambito del percorso di mobilitazione verso la manifestazione nazionale della Cgil del 17 ottobre a Roma, La Via Maestra – Insieme per la Costituzione, vedrà la presenza del segretario generale Fiom Cgil Nazionale Michele De Palma.

Filcams su appalti ospedalieri

“Sarà la magistratura ad accertare le responsabilità penali, ma quelle politiche non possono essere rinviate alle sentenze.

La Regione Calabria e il presidente Roberto Occhiuto, che detiene direttamente la delega alla sanità, devono assumersi le proprie responsabilità e prestare maggiore attenzione a ciò che accade nel sistema degli appalti, nonché alle condizioni di lavoro e alla qualità dei servizi garantiti ai cittadini”.

“Non è un caso isolato – sottolinea il sindacato -, altre importanti inchieste hanno interessato diverse province calabresi, alimentando interrogativi sempre più gravi sulla trasparenza degli appalti e sul governo della sanità regionale.

Le risorse pubbliche destinate alla sanità non possono trasformarsi in un terreno di opacità, sprechi o interessi privati, mentre il costo dei risparmi viene scaricato sul lavoro, attraverso riduzioni degli orari, salari più bassi, precarietà e peggioramento delle condizioni occupazionali”.

“Intanto, il sindacato nei cambi di appalto, difende e contratta ogni singola d’ora di lavoro, al fine di salvaguardare il reddito e la dignità di lavoratrici e lavoratori che assicurano quotidianamente servizi essenziali nelle strutture sanitarie.

Non è ammissibile che attorno alla sanità pubblica girino tangenti e affari milionari.

La Regione – ribadisce – deve garantire che le risorse siano utilizzate correttamente e che gli appalti non diventino lo strumento per comprimere diritti, occupazione e qualità dei servizi”.

“Chiediamo al presidente Occhiuto – sostiene il sindacato – di assumere fino in fondo la responsabilità politica che gli compete e di aprire un confronto concreto con le organizzazioni sindacali.

Vogliamo affrontare questa questione nei tavoli regionali, discutendo di trasparenza, legalità, qualità degli appalti, tutela occupazionale e condizioni di lavoro”.

“La conclusione del commissariamento – aggiungono – ha restituito alla Regione la piena responsabilità della sanità.

Non basta rivendicare questo passaggio: occorre dimostrare, nelle scelte quotidiane, la capacità di governare il sistema con trasparenza e attenzione, impedendo che le risorse destinate alla collettività vengano sottratte alla loro funzione e che a pagare siano sempre le lavoratrici, i lavoratori e i cittadini”.

È anche per questo che la Cgil ha promosso due leggi di iniziativa popolare, per il diritto alla salute e per i diritti di chi lavora negli appalti.

Rinnoviamo l’appello a sottoscriverle, perché difendere la sanità pubblica significa difendere anche il lavoro di chi ogni giorno la rende possibile.

La salute è un diritto. Il lavoro non è una merce.

E la legalità negli appalti è una responsabilità politica che la Regione non può più eludere.

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