Nel territorio di Girifalco, in provincia di Catanzaro, si riapre una questione che tocca da vicino non solo l’assetto del paesaggio.
Ma anche il senso di appartenenza della comunità: la possibile installazione di ulteriori quattro pale eoliche (aerogeneratori) in località Rivaschiera, un’area da sempre legata alle colture agricole e alla memoria rurale del paese.
A sollevarlo direttamente e senza tanti fronzoli è il provinciale del M5s che ricorda, oltretutto, “come il territorio circostante vicino a questo paese sia già pieno di altri aerogeneratori già da qualche anno e che l’eventualità della collocazione di altri impianti del genere rischi letteralmente di soffocare in maniera irrimediabile queste zone.
Si tratta di un tema che, al di là degli aspetti tecnici o energetici interroga direttamente la dimensione culturale del territorio.
Rivaschiera non è soltanto una porzione di suolo, ma rappresenta per molti cittadini un pezzo di identità collettiva, costruita nel tempo attraverso il lavoro agricolo, i ritmi stagionali e la continuità tra generazioni.
L’eventuale trasformazione di questi spazi in aree destinate a impianti eolici apre quindi una riflessione più ampia: quale equilibrio è possibile tra innovazione energetica e tutela del paesaggio storico?
E soprattutto, quale idea di sviluppo si intende perseguire per il futuro della comunità?
Un confronto culturale, aperto e trasparente, potrebbe essere il primo passo per affrontare questa domanda senza divisioni, ma con la consapevolezza che ogni scelta sul territorio lascia un segno che dura nel tempo.
In questo contesto, assume particolare rilievo anche il ruolo delle istituzioni locali.
Il nuovo consiglio comunale è chiamato non solo a valutare una decisione amministrativa, ma a farsi interprete di una sensibilità collettiva.
È proprio per questo che molti cittadini avvertono l’esigenza di una posizione chiara e pubblica da parte di ogni singolo consigliere, nessuno escluso.
Non si tratta necessariamente di schierarsi in modo ideologico, ma di rendere trasparente un orientamento su un tema che riguarda la trasformazione del territorio e la sua percezione da parte della comunità.
Un confronto aperto, espresso con linguaggio semplice e comprensibile, potrebbe contribuire a rafforzare il legame tra cittadini e istituzioni, evitando che una questione così delicata resti confinata ai soli passaggi burocratici.
La sfida, oggi, sembra essere quella di riuscire a tenere insieme due esigenze apparentemente distanti: da un lato la necessità di guardare a forme di energia più sostenibili, dall’altro la tutela di un paesaggio che non è solo spazio fisico, ma anche memoria condivisa.
Girifalco si trova così di fronte a una domanda – conclude la nota – che va oltre il caso specifico di Rivaschiera: quale futuro si vuole costruire per il proprio territorio e con quale grado di partecipazione della comunità?
