Riceviamo e pubblichiamo
Una delegazione di Coldiretti Calabria con soci e dirigenti di tutte le province, manifesterà oggi al Brennero insieme alle rappresentanze nazionali e regionali di Coldiretti, provenienti da tutta Italia.
Il settore agricolo, già duramente colpito dalla guerra in Medio Oriente e dalle tensioni nello stretto di Hormuz, sta affrontando una nuova e pesante impennata dei costi di produzione legati a energia, carburanti e fertilizzanti.
A questo scenario si aggiunge l’ingresso nel nostro Paese di prodotti di provenienza estera spacciati per italiani, sfruttando le falle normative dell’attuale Codice doganale.
Una situazione che rischia di compromettere la sovranità alimentare nazionale, danneggiare le imprese agricole oneste e favorire la diffusione di cibi ultra‑formulati a scapito della qualità e della sicurezza alimentare.
La manifestazione si terrà nel luogo simbolo dell’ingresso delle merci straniere nel nostro Paese, per difendere il reddito degli agricoltori e del diritto dei cittadini a un cibo sicuro e senza inganni.
L’obiettivo è garantire piena trasparenza in etichetta sull’origine degli alimenti.
E chiedere la modifica della norma del codice doganale che, attraverso il principio dell’ultima trasformazione sostanziale, consente di far diventare italiano un prodotto che italiano non è.
La mobilitazione sarà anche l’occasione per rilanciare un risultato storico per l’agricoltura e per i cittadini-consumatori: l’approvazione della legge sui reati agroalimentari, ispirata alla cosiddetta “Legge Caselli”.
Ottenuta dopo oltre dieci anni di impegno e fondamentale per rafforzare la lotta alle agromafie, tutelare le imprese corrette e garantire maggiore legalità lungo tutta la filiera agroalimentare.
Il lungo viaggio
Sono partiti a mezzanotte. E’ in viaggio per percorrere gli oltre 1300 km che separano la Calabria dal valico del Brennero la delegazione di Coldiretti Calabria manifesterà oggi al Brennero insieme alle rappresentanze nazionali e regionali di Coldiretti, provenienti da tutta Italia.
Coldiretti quindi torna al Brennero per una grande manifestazione nazionale con migliaia di agricoltori da tutta Italia.
Il settore agricolo, già duramente colpito dalla guerra in Medio Oriente e dalle tensioni nello stretto di Hormuz, sta affrontando una nuova e pesante impennata dei costi di produzione legati a energia, carburanti e fertilizzanti.
A questo scenario si aggiunge l’ingresso nel nostro Paese di prodotti di provenienza estera spacciati per italiani, sfruttando le falle normative dell’attuale Codice doganale.
Una situazione che rischia di compromettere la sovranità alimentare nazionale, danneggiare le imprese agricole oneste e favorire la diffusione di cibi ultra‑formulati a scapito della qualità e della sicurezza alimentare.
La manifestazione si terrà nel luogo simbolo dell’ingresso delle merci straniere nel nostro Paese, per difendere il reddito degli agricoltori e del diritto dei cittadini a un cibo sicuro e senza inganni.
L’obiettivo è garantire piena trasparenza in etichetta sull’origine degli alimenti e chiedere la modifica della norma del codice doganale che, attraverso il principio dell’ultima trasformazione sostanziale, consente di far diventare italiano un prodotto che italiano non è.
La mobilitazione sarà anche l’occasione per rilanciare un risultato storico per l’agricoltura e per i cittadini-consumatori: l’approvazione della legge sui reati agroalimentari, ispirata alla cosiddetta “Legge Caselli”.
Ottenuta dopo oltre dieci anni di impegno e fondamentale per rafforzare la lotta alle agromafie, tutelare le imprese corrette e garantire maggiore legalità lungo tutta la filiera agroalimentare.
La manifestazione
Gli agricoltori italiani potrebbero recuperare fino a 20 miliardi di euro se venisse superata la norma dell’“ultima trasformazione sostanziale” prevista dall’attuale codice doganale europeo, che consente oggi di spacciare come italiani prodotti ottenuti con materie prime straniere. Risorse fondamentali in una fase segnata da forti rincari di energia, gasolio e concimi, aggravati dalle tensioni internazionali, che stanno mettendo a rischio semine, produzione e redditività delle imprese agricole.
È l’allarme lanciato da Coldiretti in occasione della grande mobilitazione al Brennero, che ha visto la partecipazione di diecimila agricoltori da tutta Italia, per chiedere più trasparenza, etichetta d’origine obbligatoria e regole eque lungo la filiera agroalimentare.
In Calabria l’impatto di queste distorsioni è particolarmente grave: il settore agricolo e agroalimentare regionale conta oltre 60 mila aziende, rappresenta un presidio economico e sociale insostituibile nelle aree interne e soffre l’effetto combinato dell’aumento dei costi di produzione e della concorrenza sleale di prodotti esteri camuffati da Made in Italy. Solo nell’ultimo anno, secondo stime Coldiretti, i costi energetici e dei mezzi tecnici sono cresciuti a doppia cifra, comprimendo i margini delle imprese calabresi.