Altolà al sindaco Nicola Fiorita da Forza Italia Catanzaro. Questo il succo di un comunicato, diffuso poche ore fa, al… fulmicotone (termine ormai desueto come i colpi d’incontro della vecchia grande boxe nel cui gergo veniva usato per descrivere un gancio o un diretto potenti).

Una nota stampa con cui si parla di sindaco “comandante” (sostantivo casuale?), il quale non si confronta con gli azzurri locali che dunque, da ora in poi, non gli faranno sconti.

Ma, leggendo tale testo, ai notisti politici più liberi (di scrivere) viene un dubbio… atroce: Fi dice… senza dirlo! Ma cosa? Che, per caso, a Palazzo De Nobili c’è “destra” e “destra”. Ovvero una in combutta con Fiorita e una che invece lo tollera? Può darsi. È pur vero, però, che anche Fi ha tenuto Nick dov’è per interessi di bottega.

E ancora: se il grande sponsor di Nick è Filippo Mancuso (leggi qui: https://irriverentemente.com/catanzaro-si-lavora-a-la-cosa-tra-guerriero-pitaro-altri-big-nomi-e-n-genesi-ma-vediamo-cosa-potrebbe-essere-a-chi-serve-e-in-quale-caso-vincera-facendo-saltare-la-logica-delle-coalizioni/ e qui:  https://irriverentemente.com/catanzaro-mancuso-artefice-supplenza-fiorita-salvato-2-3-volte-per-tenergli-posto-gia-studia-da-con-riunioni-su-futuri-ruoli-cosi-citta-passera-da-sindaco-delegato-a-quello-da-marina/), che se potesse lo tessererebbe alla Lega oggi stesso, continuando a governare con lui la città dietro le quinte, pure Roberto Occhiuto non scherza, avendolo premiato nientemeno con la presidenza Arrical.

Senza contare che tutti i presunti espulsi dal centrodestra per il palese feeling con il “compagno” Fiorita, eccetto il Democrat di… ritorno Antonio Barberio scaltro nel fare il giro largo per poi tornare a sinistra,  gli stessi consiglieri comunali “traditori”, perché sin da subito pro Nick, hanno votato e soprattutto fatto votare aspiranti consiglieri regionali di destra 2 mesi fa. Ergo!

Al di là di ciò che si scrive e si racconta quindi, peraltro ciclicamente ma senza poi esito concreto, la matassa in Comune (e in città) resta intricatissima. E noi cercheremo di sbrogliarla. Speriamo di riuscirci, districandoci nel complicato gioco delle parti! Ma non sarà affatto facile, come noto.

Riceviamo e pubblichiamo

Le riflessioni domenicali del sindaco Nicola Fiorita segnano, purtroppo, un punto di non ritorno nei rapporti tra l’Amministrazione e il tessuto vivo della città.

Come gruppo consiliare di Forza Italia, non possiamo che esprimere un fermo e convinto ammonimento di fronte a parole che trasudano una pericolosa deriva autoritaria e una preoccupante chiusura al dialogo.

Ciò che più ci allarma è il passaggio in cui il primo cittadino, riferendosi al centro storico e alle lamentele di chi lo vive quotidianamente, afferma testualmente: “Forse abbiamo ascoltato troppo alcuni commercianti… Nel 2026 niente alibi e niente mediazioni”.

Sentire un sindaco dichiarare di aver “ascoltato troppo” i propri cittadini è un paradosso democratico.

L’ascolto non è un vizio o una debolezza, ma il dovere primario di chi governa.

Liquidare le difficoltà dei commercianti e i disagi legati agli infiniti cantieri come “alibi”, significa negare la realtà di una città che soffre.

Invece di annunciare una stagione di “niente mediazioni”, che sa tanto di gestione isolata e sorda, Fiorita dovrebbe avere l’umiltà di fare un sano mea culpa .

Mea culpa per non aver saputo pianificare adeguatamente la viabilità e per non aver voluto ascoltare le proposte di questo gruppo consiliare, che avrebbero potuto attenuare la situazione, mettendo invece di fatto in ginocchio le attività produttive durante il periodo natalizio.

Mea culpa per una coalizione che perde pezzi (come ammesso dallo stesso sindaco, citando la fuga di Azione).

Mea culpa per una visione di città che confonde la “transizione” con l’immobilismo e il degrado.

Mea culpa per la sistematica ricerca di un “colpevole”: prima la precedente amministrazione, poi i consiglieri d’opposizione, poi la Regione, quindi il fato e, non potendo fermarsi lì, persino i commercianti dissidenti, elevati a comodo capro espiatorio.

Forza Italia continuerà a essere il megafono di quei cittadini che il sindaco ha deciso di smettere di ascoltare.

La città non ha bisogno di un “comandante” (sarà un caso, ma è il soprannome di Matteo Salvini? Ndr) che decide da solo nel chiuso delle stanze di Palazzo De Nobili, ma di un’Amministrazione che sappia fare sintesi.

E che chieda scusa quando i propri errori ricadono sulle spalle delle famiglie e delle imprese catanzaresi.

Il 2026 non sarà l’anno dei diktat, ma l’anno in cui chiederemo conto di ogni singola scelta calata dall’alto.

Forza Italia Catanzaro

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