C’è una forte sensazione di presa per il… al Comune di Catanzaro. L’ennesima farsa, insomma! O un avvertimento (politico, s’intende!) a Fiorita & Co. di una… nota mano. Assecondata da una politica locale forte della certezza di trovare i preziosi voti quando serve, qualunque cosa dica. O faccia a compiacenti cittadini-sudditi. Complici, più che vittime. I quali al massimo elemosinano la riparazione della buca sotto casa, per non rompere le sospensioni della macchina specie se nuova o costosa, o il ripristino dei lampioni e la cura del verde pubblico nel proprio quartiere (loro diritti, peraltro)! Perché per cose serie come il lavoro possono sperare solo pochi fortunati, spesso definiti “capi-elettori” o “giovani di bottega” di chi comanda.

Ma perché tanta perentorietà (e certezza assoluta) da parte nostra!

Una piccola premessa, giuridica, che ci rende certi di quanto scriviamo. Si tratta dei facta concludentia (o fatti concludenti). Comportamenti, non verbali, che manifestano in modo inequivocabile la volontà negoziale di un soggetto, rendendo tacita ma chiara l’accettazione di una proposta o la conclusione di un contratto. Tali atti sono incompatibili con una volontà contraria e assumono significato in base al contesto e alle circostanze. Ma che vuol dire? Semplice: a firmare le dimissioni da consiglio comunale di Catanzaro, dal notaio, sono stati i membri del civico consesso Alessandra Lobello, Antonello Talerico, Francesco Assisi, Francesco Passafaro, Sergio Costanzo, Luigi Levato, Valerio Donato, Gianni Parisi, Stefano Veraldi, Eugenio Riccio, Lea Concolino, Anna Chiara Verrengia, Emanuele Ciciarello e Francesco Scarpino. Quattordici in tutto. Tanti, ma guarda tu il caso non quanti ne servirebbero per mandare il sindaco a casa. Mancano, infatti, all’appello Antonio “Jonny” Corsi, Giovanni Costa, Manuela Costanzo, Manuel Laudadio, Rosario Lostumbo, Rosario Mancuso e Giulia Procopi, a cui si aggiungono, ma su cui spiegheremo a breve alcune cose, altri 3 nomi da citare. Eccome!

Barberio, Celia e Serraino: 3… tasselli mancanti su cui soffermarsi

Se gli ultimi citati, a parte il girovago politico Corsi; l’uomo che sta sempre con chi governa Mancuso R. e un Laudadio passato da sinistra a destra (deluso dal Pd) prima sotto l’egida dell’ex consigliere regionale Baldo Esposito e poi dell’attuale vicepresidente della Giunta guidata da Roberto Occhiuto Filippo Mancuso, sono vicini ma non organici alla destra stessa, va detto che è apparso coerente con la mancata firma delle dimissioni Antonio Barberio.

Che pur avendo girato pure lui un po’ di partiti e schieramenti in appena una manciata di anni, ed essendosi candidato nel 2022 con il fronte pro “Talerico sindaco” a trazione Mimmo Tallini-Claudio Parente, è da tempo tornato alla… base Democrat vicino alle posizioni del vicesindaco Giusy Iemma. Assai meno coerente di Barberio, invece, Tommaso Serraino. Sì eletto con Fiorita nel ‘22 ma notoriamente simpatizzante della destra. La sua scelta, però, può pure passare. Quella che non passa, viceversa, è la scelta di Fabio Celia, al microfono sempre incline a… sparate auto-gratificanti e acchiappalike sui social ma all’atto pratico vuote, inutili e populistiche. Perché? Semplice: pochi giorni fa ha accusato Nick di aver nientemeno distrutto la sinistra catanzarese (parole pronunciate da lui, non da noi, leggi qui: https://irriverentemente.com/?p=27805).

Salvo certificare, senza accorgersene, che di questo sfascio sarebbe parte integrante e protagonista assoluta la “sua” Iemma, ombra di Nick. Ovvia quindi, si fa per dire naturalmente, la mancata firma. Magari con la scusetta di essere di sinistra. Un sincero comunista che non può mandare a casa un sindaco-compagno(?), dimenticando però che Donato è molto più comunista di entrambi. Eppure… !

Ma perché abbiamo il forte sospetto dell’ennesima farsa?

Caro prof Donato, seppur indegnamente rispetto a un luminare come lei, ormai “secoli fa” purtroppo, un po’ di Diritto lo abbiamo studiato pure noi. E sappiamo bene che potrebbe rimproverarci, semmai ci leggesse, che se non c’è “vincolo di mandato” in Parlamento, figuriamoci in un Comune. Certo, stravero! Ma questa obiezione, fondatissima e incontrovertibile, non ne supera un’altra. Quale? Se è palese che nessun leader, a Roma o a Catanzaro o dovunque, può far accompagnare, manu militari, un… sottoposto di partito a firmare le dimissioni, è altrettanto palese un altro fatto. Che se ignorato, cioè, può escludere senza problemi (salvo ci sia dell’altro) chi se ne frega della linea del partito stesso dalle candidature future. Ergo, se i citati Occhiuto e Mancuso F., così come Wanda Ferro ad esempio nel caso di un Serò ora alla corte politica dell’assessore meloniano Antonio Montuoro, dovessero in futuro candidare nelle file della destra locale Corsi, Costa, Costanzo M., Laudadio, Mancuso R. (se non si… ritirerà), Procopi e Serraino(?), lei e gli altri 13 firmatari di ieri state tutti recitando a soggetto. O, e sarebbe assai peggio per voi, siete le prime vittime della presa per il… di cui sopra. A voi la scelta! E quanto detto vale pure per Azione, semmai tra i non firmatari ci fosse qualche calendiano… mimetizzato come a noi risulta.

L’idea di un avvertimento a Fiorita e soci, nulla più!

Le tante citate “assenze dal notaio” e la presenza invece di un “jolly politico” come Scarpino a noi… puzzano. E non poco. Perché ci sa tanto di mossa di una…. nota mano, o per meglio dire di chi la guida perché si tratta di un uomo potente con tante qualità ma non certo di un genio politico, per mettere pressione a Fiorita e soci. Magari affinché si mostri più “morbido” rispetto alla cementificazione di Lido. Mah, chissà… . Appuntamento dal notaio per tentare una… genuina spallata al governo Nick quindi, quello di ieri, o messaggio (con tanto di sceneggiata eterodiretta!) con la solita ammuina in salsa catanzarese. Tanta fuffa, insomma, per gettare il solito fumo negli occhi, stare un po’ sulla stampa locale e nulla più, assecondando invece i desiderata di chi comanda davvero in città. Altro che Nick e Phil, qualcuno molto più in alto di loro!

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