“La verità, solo la verità, nient’altro che la verità”. Come sempre da parte nostra. In una Città del Peccato, il capoluogo calabro of course, in cui la verità semplicemente non esiste. O è piegata a interessi di parte e pantomime di prammatica. Ci riferiamo ad esempio all’ignobile farsa della Catanzaro Servizi per cui si osa addirittura parlare di “poveri lavoratori”, insultando impunemente migliaia di veri, reali, autentici poveri lavoratori. Magari precari, ultra-referenziati, sfruttati e così via perché aventi il… torto di non essersi prostituiti a politica, Chiesa e massoneria. Atteggiamento che invece ha fruttato a moltissime delle circa 120 “povere famiglie (sebbene vi lavori almeno una quindicina di single)” dei dipendenti della Catanzaro Servizi uno stipendione in rapporto a quanto debbano fare i loro congiunti. Lauto emolumento ottenuto senza alcun concorso o con selezioni tipo esame alle elementari da tantissimi “appena diplomati” o addirittura capaci di vantare una lusinghiera licenza media. E non parliamo di operai bensì di impiegati con la gravosa mansione di far fotocopie in un ufficio a poca distanza da casa ad almeno 1.200 euro al mese per 30 ore alla settimana. Gente ripetiamo assunta, nei decenni ormai, con metodi più indecifrabili di quelli dello Ior anni ‘70-’80.

La fabbrica della clientela è salva

Avevate dubbi, quindi, che tale “fabbrica di clientela” venisse salvata? Se ce li avevate siete ingenui, scemi o… corrotti. Perché chi fa politica e fa fallire realtà come le Partecipate (non solo la Catanzaro Servizi) è un po’ come se facesse fallire una sua azienda dove, se non ha sistemato nessuno per ragioni di tempo nel senso di mancanza di potere al momento delle assunzioni, ha quantomeno qualcuno che lo può… servire adesso per poi farsi proteggere sul lavoro o ottenere ulteriori benefici in aggiunta a quelli già avuti. Vale a dire il circolo vizioso determinato da una società malata, in generale, in cui tantissimi strascina facendu (cittadini-sudditi) stanno sotto ad altri pochi strascina facendu (i politici, ma non solo) che loro stessi hanno messo su un piedistallo leccandogli il c@lo. Un meccanismo perverso, ma a prova di bomba nell’Italia intera!

Politica cittadina, teatro dell’assurdo

La questione vera è che c’è un gioco delle parti da alimentare nel teatro dell’assurdo catanzarese (non solo politico) degno di Eugène Ionesco e Samuel Beckett. E allora ecco i comunicati stampa accorati e preoccupati di Forza Italia, Azione, Pd (anche con figure di secondo e terzo piano, a caccia di facili consensi e visibilità), liste civiche e compagnia cantante per i 120, circa, “poveri lavoratori” della Catanzaro Servizi. A cui, proprio nella peggiore delle ipotesi, nella maggior parte dei casi (non diciamo in tutti, perché non sarebbe corretto e neppure esatto) può capitare la.. . (s)ventura di essere presi per il guinzaglio che portano al collo venendo spostati da un… canile a un altro. Magari pure migliore del precedente!

Scusate il ritardo!

Ah, scusate il ritardo! Ma preferiamo ormai altro al giornalismo militante. Che in città intanto esiste solo in rari casi, essendoci molti grandi notisti in realtà retribuiti con un rimborso spese di 300 euro al mese. Non “professionisti del ruolo”, quindi, semmai… amatori della materia. Uniti ad altri al servizio di editori ombra e pagati con soldi sporchi e altri ancora infine costretti a scrivere ciò che gli comanda il padrone. Cosa che noi abbiamo mal sopportato, ma appunto ribellandoci sempre, per anni. Perché non potevamo fare un mestiere, libero per antonomasia ma in realtà “comandato”, in mano al privato (sovente appartenente alla categoria degli imprenditori banditeschi con interessi non economici ma torbidi) tranne che in Rai. Azienda di Stato però con la lottizzazione partitica di cui parlano tutti da sempre. Non potevamo insomma fare un mestiere che pur avendo noi sfidato poteri come massomafia, imprenditoria e politica, speriamo di sostituire con uno pubblico di tutt’altra natura, e davvero libero, per non essere schiavi di gentaglia come invece ad esempio molti dei “poveri lavoratori”, asserviti, della Catanzaro Servizi. Una sorte comoda, come premesso, però terribile per chi vive all’ombra del padrone! Comunque sia, infine qualche spigolatura su alcuni emblematici interventi di sindaco e consiglieri vari nell’ultimo civico consesso.

Sindaco Nicola Fiorita

Il sindaco Nicola Fiorita se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo. Perché? Semplice: dopo aver subito ogni genere di accusa, anche molto grave non solo sul piano politico, come ad esempio da Sergio Costanzo nel suo intervento conclusivo, esordisce dicendo che ha promesso di voler tenere i toni bassi e così farà. Un po’ come se uno chef dichiarasse: “Io cucino, ma non tocco il cibo per non sporcarmi”. Fenomeno!

Gianni Parisi

Premessa: Gianni è una delle figure migliori e che noi stimiamo di più al De Nobili. Ma anche se permane la sua preoccupazione sul futuro della Catanzaro Servizi, dopo il salvataggio di venerdì scorso speriamo abbia almeno ripreso a dormire e mangiare non essendo più in ansia per quei “poveri lavoratori” a rischio!

Eugenio Riccio

Grande Riccio: “Sindaco, Celia (di cui parleremo subito dopo, accomunandolo non a caso al suo collega e amico Antonello Talerico, ndr) ti ha detto che non sta più con te. E che tu hai distrutto la sinistra. E quindi numericamente, seppur non sul piano numerico (qualunque cosa voglia dire, mentre bastava ricorrere alla semplice frase sul piano politico, ndr), non hai più la maggioranza come noi ti abbiamo detto fin dal primo giorno”. E grazie al… Gegè, sta con voi (e resiste, anzi progredendo da allora, grazie al tuo capo Filippo Mancuso) può stare pure con la sinistra? E dai!

Antonello Talerico e Fabio Celia

“Anto” e Fabio come ribadiamo da anni sono gli unici che vorrebbero, e avrebbero voluto, davvero Fiorita fuori dai giochi. A casa, insomma. Talerico da quando il sindaco lo ha ingloriosamente scaricato a settembre ‘24 e Celia invece sin da metà 2022, resosi conto che Nick lo aveva subito mollato dopo essersene… servito. Ecco quindi che dopo essersi… sopiti per alcuni mesi, in cui avevano capito di trovarsi di fronte un Fiorita blindato da tutti i poteri forti, forse ora si sono rinvigoriti. Una rivitalizzazione dettata dalla mossa di una… nota mano, che avrebbe messo nel mirino lo stesso Nick per l’alt a cementificare Lido (leggi qui: https://irriverentemente.com/?p=27707)? Mah, chissà se è così. Ma potrebbe essere ciò che li ha fatti prepotentemente tornare alla carica.

Talerico

Talerico: “Ho appoggiato Fiorita perché credevo nel suo rinnovamento”. Vero in minima parte. In realtà voleva, e doveva, fare un dispetto all’allora vertice regionale di Forza Italia che aveva cercato di emarginarlo in tutti i modi, esattamente come fatto poco tempo prima nei confronti del suo principale sponsor e sostenitore politico elettorale alle Amministrative del 2022 Mimmo Tallini. Ma anche ammesso il buon Antonello fosse caduto in errore, se dimostra che ci ha messo quasi 2 anni e mezzo per capire l’errore in questione fa torto alla sua intelligenza insultandosi da solo.

Celia

Celia: “Fiorita stai uccidendo la sinistra catanzarese, ti sei venduto (si parla nell’accezione politica, almeno per quanto ci riguarda, ndr) alla peggiore destra”. È vero. Ma allora, Fabio caro, la considerazione su di te è sempre la stessa: la… tua Giusy (Iemma, ndr), da numero due dell’Amministrazione e ombra fisica di Nick con cui va spesso in giro fuori dal… protocollo istituzionale che vorrebbe presenti nelle occasioni ufficiali o l’uno o l’altro, è chiaramente complice dello sfascio fioritiano. Sarà per questo che, ricorso sull’esito delle Regionali di inizio ottobre scorso a parte, sono 5 anni (già dal 2021 e quindi addirittura pre Fiorita, cioè) che, al di là della dimensione comunale, non riesci (malgrado campagne elettorali di grande impegno in suo favore) a farle toccare palla. Manco al… vertice del condominio, intendiamo, con al contrario cocenti sconfitte in serie alle Regionali (per ora 2), alle Politiche e persino nel partito (essendo stata avvicendata alla presidenza dell’assemblea del Pd Calabria).

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