Rix3viamo e pubblichiamo
Di seguito l’ordine del giorno a sostegno dei territori siciliani, calabresi e sardi colpiti dal ciclone Harry, approvato oggi all’unanimità dall’Assemblea generale della CGIL, riunita nella prima giornata dei lavori, che si chiuderanno domani a Roma.
“Il ciclone Harry ha colpito duramente ampie aree della Sicilia, della Calabria e della Sardegna, causando gravi danni a infrastrutture, abitazioni, attività produttive, servizi essenziali e al tessuto sociale di interi territori.
Se non ci sono state vittime, come in altre circostanze, lo dobbiamo a sistemi di alert che hanno funzionato e al lavoro encomiabile dei lavoratori e delle lavoratrici dei settori pubblici e dei volontari.
Gli eventi meteorologici estremi legati al cambiamento climatico stanno assumendo carattere sempre più frequente e distruttivo, colpendo in modo particolare le aree più fragili del Paese. Sicilia, Calabria e Sardegna presentano storiche fragilità economiche, sociali e strutturali: alti tassi di disoccupazione, precarietà lavorativa, spopolamento delle aree interne, carenze infrastrutturali, dissesto idrogeologico e insufficiente manutenzione del territorio.
Questa devastazione poteva essere contenuta se negli anni ci fosse stata una infrastrutturazione adeguata e manutenzioni e interventi di governo del territorio, come la cura dei litorali e dei corsi d’acqua e iniziative di riforestazione.
La frana di Niscemi, in Sicilia, che minaccia un’intera cittadinanza, intervenuta a ciclone concluso, è la dimostrazione di un territorio che cede sotto la pressione degli eventi climatici.
Tali condizioni rendono questi territori particolarmente vulnerabili agli eventi climatici estremi, amplificando gli effetti delle calamità naturali su lavoratori, famiglie, imprese e comunità locali. La debolezza dei servizi pubblici, della sanità territoriale, dei trasporti e delle reti di protezione sociale aggrava ulteriormente le conseguenze di queste emergenze.
Troppo spesso, dopo la fase emergenziale, gli interventi di ricostruzione risultano lenti, frammentati e insufficienti, senza una visione strutturale di sviluppo, prevenzione e messa in sicurezza del territorio; la mancata attuazione delle politiche di prevenzione, di adattamento climatico e di manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio continua a produrre costi sociali ed economici elevatissimi.
L’emergenza odierna è un’emergenza nazionale, anche se l’attuale governo antimeridionalista, non sembra pensarla così.
Da tempo chiediamo un piano per il lavoro che punti anche a irrobustire non solo l’ambito preventivo che sottende a tali, sempre più frequenti, disastri ma che sottenda interventi di stabilizzazione sociale che punti a creare lavoro, economia e reinsediamento a partire dalla rivitalizzazione e dal rilancio delle aree interne.
Per risanare, ripristinare, per garantire misure di sostegno e ammortizzatori sociali a tutti i lavoratori e le lavoratrici, come quelli dell’agricoltura, della pesca, del turismo che andranno incontro inevitabilmente a periodi di inattività, per evitare che la popolazione subisca eccessivi contraccolpi a seguito degli eventi intercorsi.
L’assemblea generale della Cgil esprime piena solidarietà e vicinanza alle popolazioni, alle lavoratrici e ai lavoratori della Sicilia, della Calabria e della Sardegna colpiti dal ciclone Harry e si impegna a chiedere al Governo nazionale e alle istituzioni regionali e locali lo stanziamento di risorse adeguate per il sostegno immediato alle persone colpite, alle attività produttive e ai servizi pubblici.
Sollecita interventi urgenti per la messa in sicurezza del territorio, la ricostruzione delle infrastrutture danneggiate e il ripristino delle migliori condizioni di lavoro e di vita.
Rivendica un piano strutturale e duraturo di investimenti pubblici per il Mezzogiorno, finalizzato alla prevenzione del dissesto idrogeologico, alla tutela ambientale, alla creazione di lavoro stabile e di qualità e al rafforzamento dei servizi pubblici, oltremodo necessari in territori, come le zone costiere colpite, che vivono quasi esclusivamente di turismo stagionale in cui il lavoro precario è l’unica alternativa che i nostri giovani hanno, alimentando l’abbandono e l’emigrazione che, per essere sconfitte, hanno bisogno di strutture economico-sociali stabili.
Si evidenzia che dal consiglio dei ministri di oggi arrivano risposte inadeguate che mortificano ulteriormente le popolazioni colpite. Da un lato l’insufficienza delle risorse stanziate dal consiglio dei ministri di oggi di 100 milioni di euro a fronte di danni stimati dalle regioni per complessivi 3 miliardi.
Dall’altro, oltre alla limitazione dei fondi, si rileva la mancanza di misure strutturali e la totale assenza di misure per il sostegno per le famiglie sfollate. A quanto sopra si aggiunge che non si sta attivando nessuna misura di sostegno al reddito per i lavoratori dei settori coinvolti agricoltura e turismo in primo luogo che non usufruiscono di cassa integrazione ordinaria.
Impegna la CGIL, a tutti i livelli, a sostenere le vertenze territoriali, a monitorare l’utilizzo delle risorse pubbliche e a promuovere iniziative di mobilitazione e di confronto per garantire diritti, sicurezza e sviluppo sostenibile.
Mantenere alta l’attenzione sulle condizioni dei territori colpiti e a fare della giustizia climatica, sociale e territoriale una priorità dell’azione sindacale”.