Riceviamo e pubblichiamo (di Luigi Stanizzi)

Noi non ci rassegnamo. Ciclicamente, nel corso degli anni, si ripete la richiesta dei catanzaresi di rivendere collocata, in Piazza Matteotti, la Madre Piangente che, come ricordano i più anziani, faceva originariamente  parte del gruppo bronzeo dedicato ai caduti della Grande Guerra, secondo alcuni storici venne  danneggiata dai  bombardamenti del 1943 su Catanzaro.

I frammenti bronzei, mandati in fonderia, vennero poi utilizzati dallo scultore Giuseppe Rito, come materiale per la statua “Giustizia e Libertà – Le ultime dee superstiti” posizionata sulla scalinata interna del vecchio Palazzo di Giustizia.

Periodicamente, anche a distanza di anni, come sta  avvenendo proprio in questi giorni, molti catanzaresi vogliono vedere collocata la statua della  Madre di tutti i caduti in guerra, simbolo di pietà e ricordo.

Per tanti anni nel capoluogo calabrese sono state fatte mille ipotesi sulla sparizione della statua, fino a diventare un mistero.

Qualcuno affermava di averla vista in qualche scantinato e, qualcun altro, addirittura non ha esitato a dire che era stata tolta di proposito dal monumento.

Parole tante, anche promesse di ricollocazione di un nuovo bronzo, articoli, polemiche infinite ma – come troppo spesso accade a Catanzaro – nulla di concreto.

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