Ore 7.38: ci arriva un Wa. Il secondo della mattinata in realtà, dopo quello dei carabinieri sul contrasto al trattamento dei rifiuti speciali a Motta Santa Lucia (Cz), di una giornata che inizia giornalisticamente in modo un tantino frenetico. Comunque sia, dentro al messaggio n. 2 c’è un link che ci porta direttamente alle esternazioni, stavolta infrasettimanali, del sindaco. Non nascondiamo, quindi, che appena le vediamo, pensiamo: “Ecco ora Nick esagera per davvero. Raddoppia, scrive di domenica e pure di mercoledì”. Propaganda al… quadrato, dunque. E invece, al netto delle solite immancabili esagerazioni propagandistiche, appunto, nell’occasione troviamo tanto, ma proprio tanto, arrosto. Seppur sepolto in un mare di… contorno. Ce ne rendiamo rapidamente conto nel leggere, come siamo abituati (e peraltro ci piace pure!) quasi sempre fare, quando scorgiamo increduli un “Fiorita d’autore”. Quasi prima maniera. Quando, cioè, non era ancora stato quasi irrimediabilmente corrotto (in senso metaforico e del tutto astratto, sia mille volte chiaro!) dalle lusinghe della poltrona.
Nick quasi come l’immenso Zibì, un “bello di notte”
Fiorita, di mercoledì, simile a un “bello di notte”. Alla Zibì Boniek, insomma, per dirla nientemeno con Gianni Agnelli sulla falsariga dell’etichetta affibbiata dal magnate sabaudo allo stesso asso polacco quando segnava, a raffica, in maglia Juve. Ma solo in Coppa europea. Guarda caso, in quei meravigliosi anni ‘80, solo di mercoledì quindi. Unico giorno in cui l’Europa del… pallone si sfidava, finali incluse. Un complimento, seppur singolare, insomma. Sebbene la come ovvio garbata, tuttavia piccata, risposta del diretto interessato. Che serioso commenterà appena qualche anno più tardi: “Bello anche di giorno. Perché con me Michel (Platini, of course, ndr) vinse 3 titoli di capocannoniere nel campionato più difficile e importante del mondo (fino a circa il 2000, una serie A simile all’Nba Usa del calcio, ndr)”. Detto ciò, però, per tornare alle cose assai più strettamente fioritiane, e dunque di “nostra pertinenza”, secondo una delle tante… malevoli interpretazioni, di cui siamo sovente prodighi, oggi Nick in tema di paragoni calcistici e grandi interpreti juventini ci è parso più Ale “Pinturicchio” De Piero (ancora Avvocato docet). Un Fiorita che, nel consueto felpato stile, ha oggi inflitto una pesante lezione ai (sedicenti) avversari e agli altrettanto presunti alleati.
Nick “bacia” tutti!
Un Nick ha più o meno annichilito i forzisti così: “Valerio Donato ha fatto eleggere 19 consiglieri di destra (a cui si aggiungono i talerichiani, prima di… qua poi di… là, ndr). Dove sono adesso?”. Sottotesto del sindaco, sempre secondo noi, se “Filippo Mancuso ha deciso di stare con me, e di salvarmi, invece di stare con voi è inutile che facciate le Madame Butterfly. Perché così è, se vi pare! Mentre voi, a partire proprio da te simpatico Marco, potevate andarvene sin dal 28 giugno 2022 (giorno dopo il definitivo ballottaggio, ndr) e invece ancora qui state senza dimettervi sul serio (Polimeni lo ha in realtà di recente fatto, ma solo per aver ottenuto in consiglio regionale una poltrona assai più comoda e remunerata della precedente appena tre mesi e mezzo fa, ndr)”. Un’umiliazione in piena regola, dunque, con tanto di pubblico sfottò.
Polimeni rimbrottato, Celia asfaltato
Finita qui? Neppure per idea. Perché il buon Nicola ha iniziato a buttar giù i muri. Dal momento che, se con il leader forzista e di asserita opposizione Marco Polimeni il sindaco (il quale, attenzione, non ha fatto tutti i nomi ma una volta neppure serviva considerata la sua estrema chirurgicità) ha usato la frusta, con l’ex alleato Fabio Celia (mai tale, in realtà) è ricorso allo stiletto. E glielo ha piantato nel cuore così: “Parli di ricostruzione della sinistra e poi voti a destra con i dimissionari per cacciarmi? Mentre chi dovrebbe stare politicamente con te in realtà sta molto più con me”. Altra botta mica da ridere, pertanto, e nell’arco di poco tempo, per Celia. Che dopo la severa censura da parte degli utenti social un paio di settimane fa (ne abbiamo copia. Leggi qui: https://irriverentemente.com/comune-catanzaro-dopo-mossa-celia-ormai-asfaltato-su-fb-da-90-commentatori-qui-si-rischia-carnevale-e-periodo-in-casa-costanzo-con-m-che-non-si-dimette-ed-s-muto-la-situazione-e-grave-ma/) si è dovuto sorbire stamani pure l’intemerata… virtuale di Nick. Sebbene lo stesso Fiorita, in nome della sua immarcescibile cultura e formazione democristiana, gli ha comunque teso una mano. Quasi una sorta di bastone e carota.
Nick e Fabio, un matrimonio d’interesse (politico!) mai caratterizzato dal vero amore
Accanto a quanto fin qui riferto, , sempre per ossequio alla verità, che a Nick Celia serviva come il pane prima delle elezioni, ma di “amore vero e duraturo” tra i due (né prima né dopo) neanche a parlarne. Anzi, semmai, solo una cordialità di rito salvo alla fine della fiera… sostanziale freddezza e in particolare zeru tituli da assegnare pur a fronte di pressanti richieste politiche. Comunque sia, per chiudere i nostri ampi riferimenti al calcio parafrasiamo un altro Fabio, Caressa. Che di fronte ai più controversi casi da moviola in cronaca diretta esclamava: “Ci sono le immagini, cari amici telespettatori, quindi giudicate voi!”. Mentre noi vi scriviamo di seguito il… lungo passaggio social del sindaco, senza il cambiamento di mezza virgola per come selezionato integralmente al momento del nostro copia-incolla. Ribadiamo, dunque, di farvi voi stessi un’idea mentre noi, che abbiamo solidarizzato in ben due occasioni (leggi qui: https://irriverentemente.com/?p=28481) con Nick andiamo subito a farci vedere da “uno bravo”. Tuttavia certi che, almeno noi, “non moriremo democristiani, pardon fioritiani”. Ecco, un’altra perifrasi (e per di più impropria, di Luigi Pintor.
Di seguito il…. chilometrico testo fioritiano
Nel suo ultimo Consiglio comunale, dopo la sua elezione al Consiglio regionale e prima di annunciare le dimissioni da consigliere comunale, Marco Polimeni aveva tratteggiato l’apertura di una fase di opposizione costruttiva e di collaborazione su alcuni dossier strategici per la città. Dopo una manciata di settimane Forza Italia, il suo partito, ha cercato di conseguire lo scioglimento del comune – con relativo commissariamento – promuovendo le famose dimissioni dal notaio, senza che un atto così dirompente fosse supportato da una qualsivoglia motivazione politica.
Non ho commentato e non commenterò questa strategia – è compito che tocca agli analisti politici e non al sindaco – ma vorrei introdurre nel dibattito pubblico alcune prime e minime considerazioni.
La coalizione di centro destra guidata da Valerio Donato ha eletto 19 consiglieri comunali, la possibilità di dimettersi e di interrompere la stagione del cambiamento c’era dal primo giorno (come aveva promesso lo stesso Polimeni), c’era un anno fa (quando pure ci provarono) e ci sarà anche da domani.
Il continuo fallimento di questo ricatto a chi governa legittimamente ripropone ogni volta la debolezza politica e la famelica voglia di potere di chi lo agita. Ma la sconfitta di questo disegno non è la mia vittoria.
Non ho vinto, non ha vinto nessuno, ha solo perso Catanzaro. Sempre più indebolita da chi intende la politica come scontro tra fazioni, come lotta per il potere fine a sé stesso. In ogni caso, il fallimento della congiura apre una nuova fase politica che – come hanno scritto acutamente diversi commentatori – consente ancora di segnare questa consiliatura come quella della svolta epocale e non solo del cambio di direzione.
Perché ciò accada occorre sicuramente uno sforzo ulteriore da parte di chi amministra, principalmente per riattivare quella partecipazione diffusa della cittadinanza in ordine alle scelte strategiche che ci attendono, ma occorre anche uno sforzo corale che trasformi il Consiglio comunale, e i suoi interpreti, in un organo capace di tracciare la linea della ripresa economica della città, del sostegno al piccolo commercio, del rilancio duraturo del centro storico, della implementazione della vocazione turistica e marinara del territorio, delle scelte su ospedale, governo del territorio, periferie degradate, isola pedonale.
Chi non crede nella possibilità di ingaggiare queste sfide – o non ne è interessato – potrebbe davvero dimettersi, come feci io giusto sei anni fa, quando ritenni che il Consiglio comunale di cui facevo parte non fosse più in grado di esprimere un’azione positiva per la città. Perché, diciamocelo francamente, le persone serie le dimissioni non le annunciano: le danno.
Infine, echeggia ancora la voce stonata di alcuni consiglieri che esprimono la volontà di ricostruire il centro sinistra catanzarese e lo fanno firmando con il centro destra.
A parte che, ricordiamoci anche questo, il centro sinistra ha trionfato alle ultime elezioni comunali dopo tante e tante sconfitte, mi pare evidente che il centro sinistra si rafforza stando nel e con il centro sinistra e non stando e firmando con il centro destra.
Oggi, 25 febbraio la piccola fiammella del cambiamento brilla ancora. L’abbiamo accesa qualche anno fa nelle strade e tra la gente, l’abbiamo condotta fin dentro Palazzo De Nobili, l’abbiamo custodita e protetta da chi voleva tornare al passato, da chi dice che di cambiamento ce ne è stato troppo poco perché, in realtà, di cambiamento non ne vuole affatto.
Davanti a noi si apre un anno e mezzo intrigante, il tempo a disposizione perché quella piccola fiammella diventi l’incendio che abbiamo sempre atteso.
Tocca a noi, a chi ci crede, a tutti coloro che vogliono una Catanzaro più forte e più giusta. Noi riaccendiamo i motori, voi riaccendete i cuori.