Sulla base delle risultanze della stagione sportiva scorsa, appena 4 mesi e mezzo fa quindi, l’odierno confronto tra Catanzaro e Mantova avrebbe dovuto essere un match con ben altri presupposti di quelli in cui invece sarà disputato oggi. Perché la realtà attuale racconta di una squadra padrona di casa che langue al terz’ultimo posto della classifica e degli ospiti viceversa incredibilmente proiettati al terzo posto, sebbene in coabitazione con l’Ascoli. Una situazione che per la Modesto-band, presentatasi ai nastri di partenza del campionato da poco iniziato con l’obiettivo dichiarato di una tranquilla salvezza e nulla più, è parecchio confortante. Piano, però. La B è un campionato… maratona, pur avendo da molti anni ormai le stesse giornate della A ma con valori tecnici assai meno definiti e granitici rispetto a quelli della massima serie. Aquile a caccia dei tre punti, dunque. Non fosse altro per far valere il fattore campo e per uscire alla svelta dalle secche della bassa classifica. Posizione scomoda, anche a metà ottobre o giù di lì. Mentre virgiliani a cui, forse, anche solo un punto non andrebbe affatto male. Ma i presupposti sono una cosa e il rettangolo verde un’altra. Parola allora al campo nella gara che sarà arbitrata da Mucera di Palermo (leggi qui: https://irriverentemente.com/catanzaro-mantova-arbitra-il-promettente-mucera-di-palermo).
Primo tempo:
Parte il match e il primo vero “squillo” è di marca ospite. Al 9’, infatti, Kouda, servito da Ruocco, fa partire dal limite un tiro rasoterra, che il portiere dei locali Pigliacelli però para a terra senza troppi affanni. Si arriva poi al minuto 18 e Ilie e Ruocco ci provano ancora. Ma Imperiale si immola e salva i suoi. I virgiliani, tuttavia, giganteggiano. E nel volgere di circa un quarto d’ora passano. Due volte. E potrebbero farlo anche tre o quattro. Al 30’ a sbloccare lo 0-0 di partenza è Tomasevic, che insacca di piatto da pochi passi su corner di Ilie (il più vistoso limite di Antonini & Co., le palle inattive in fase difensiva). Ma in un amen il Catanzaro va letteralmente sott’acqua. Accade al 33’, quando un tarantolato Ruocco, dopo aver scambiato con Benaissa, conclude di sinistro. Il pallone, deviato da un difensore, rende vano l’intervento di Pigliacelli. Al 39’, poi, Coda entra in area e mette un invitante pallone che Ruocco sfiora con il tacco: la sfera sta per rotolare in porta ma Imperiale (sempre e solo lui) miracolosamente riesce a spazzare. Infine, al 45’, ecco Ignacchiti, il cui tiro viene deviato in angolo (indovinate da chi? Sì, da lui) Imperiale. È, di fatto, il sipario su un primo tempo letteralmente dominato dai lombardi che spazientisce persino gli appassionatissimi tifosi giallorossi e piovono fischi dagli spalti.
Secondo tempo:
Inizia la ripresa. E un “nervoso” Nicola Ceravolo si aspetta un Catanzaro double face, ovvero bella copia dello… spettrale, spaesato, sparring partner dei virgiliani del primo tempo. Ma al 9’, invece, si materializza l’incubo giallorosso. Castellini lancia Bragantini in contropiede. Che taglia letteralmente in due il campo e soprattutto la svagata difesa calabra, aggira Pigliacelli, e fa 3-0 o 0-3 se preferite! Perché la sostanza non cambia.
La sostanza infatti è che, per la Gorgone-band (team di un tecnico che pare rassegnato all’ineluttabile nei pressi della sua panchina, fermo impietrito) è notte fonda. E buio pesto pur in pieno, assolato, pomeriggio. Lo stadio, con il passare dei minuti, è una bolgia. Ma non, come sempre, di tifo ribollente, bensì di rabbia mista a scoramento. Il prosieguo di gara è surreale. Lo stadio, eccetto i tifosi di fede mantovana, ammutolisce rapidamente. Neppure avendo la forza di contestare, salvo i fischi a qualche giocatore tipo Dorval al momento della sostituzione per D’Alessandro.
Al 27’, poi, Pigliacelli para su Longonda e al 33’ Bardi, dalla parte opposta, si sporca i guanti su iniziativa di Pecorino. Ma pare più che una partita ufficiale di serie B… uno sterile inutile allenamento del giovedì per le contendenti con il Mantova in controllo e il Catanzaro in confusione totale. A chiudere, comunque, al 45’ il gol della bandiera di Antonini servito da Pecorino: 1-3. E, con il gol convalidato dopo rapida revisione Var, il match si chiude così.
Conclusioni:
Squadra giallorossa demotivata e forse rassegnata almeno oggi, come il suo “inerme” allenatore, probabilmente giunto al capolinea dell’avventura in cima ai Tre Colli cede di schianto a un Mantova che ha giocato a proprio piacimento. Bravo, si fa per dire ironicamente, mister Giorgio Gorgone che, con ogni probabilità, saluta il Catanzaro e lo stesso capoluogo calabro dopo la storica impresa di aver ammutolito un di solito ribollente Nicola Ceravolo. Ma poco fa Iemmello e compagni hanno probabilmente toccato il fondo.