Riceviamo e pubblichiamo

La Giornata per la vita ricorda l’impegno a custodire la vita in ogni fase della crescita, nelle relazioni familiari, nei percorsi educativi e negli ambienti digitali.

«Mettere prima i bambini – afferma Claudio Venditti, presidente del Forum Famiglie Calabria – è la scelta migliore di aprire al futuro e rendere la società più giusta e responsabile. Non è uno slogan, ma un criterio per misurare la qualità umana, civile e politica del nostro vivere».

Il Messaggio della Conferenza Episcopale Italiana per la Giornata Nazionale per la Vita, richiamando il Vangelo di Matteo – “Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli” – ci invita a rimettere al centro i più fragili a partire dai bambini, in un tempo segnato da profonde fragilità sociali, culturali e demografiche.

La realtà che smentisce le buone intenzioni
Le parole dei Vescovi ricordano il valore dei bambini, ma la realtà mostra guerre, sfruttamento, violenze familiari, attese infinite nell’affido, rischi digitali e una crescente cultura dello scarto.

Anche la Calabria vive una profonda crisi demografica. L’inverno demografico è tangibile: le  nascite in Calabria nel 2025 ormai quasi sotto le 12mila unità e un tasso di fecondità inferiore all’1,25.

A conferma, le nascite in Calabria nel 2024 sono state 12.700, nel 2023 erano state 13.282 e nel 2022 13.451.  E il segno di una società che fatica a credere nel futuro.

La risposta del Forum: una cultura della vita fondata sul bene del minore

Per questo il Forum delle associazioni familiari è impegnato a promuovere una vera cultura della vita, fondata sul principio del “superiore interesse del minore”.

Mettere prima i bambini è un cambiamento culturale significa – aggiunge il presidente del Forum – agire su politiche familiari più giuste: servizi per l’infanzia adeguati, sostegno alla genitorialità, un fisco equo, tutela e promozione dei legami familiari in particolare nelle situazioni di fragilità.

In questo senso si colloca il progetto CASA (Comunità, Alleanze, Solidarietà, Accoglienza) che in Calabria è realizzato dal Centro Comunitario Agape e dal  Forum Famiglie Calabria avviato nell’ultimo anno sul tema di affidi e adozioni.

Affido e adozione non sono strumenti per soddisfare un desiderio di adulti, ma risposte a un bisogno fondamentale: crescere in un ambiente stabile, sicuro e affettivamente significativo.

Ogni scelta deve partire da una domanda semplice e radicale: che cosa è davvero meglio per il bambino “concreto” che incontriamo? Il primo interesse del bambino deve trovare risposte buone e appropriate nella società.

Ogni bambino accolto è un bene prezioso che viene custodito.

La nuova frontiera: proteggere i minori nel mondo digitale

Accanto a questa, emerge sempre più un’altra grande urgenza civile e sociale verso le persone minori: la tutela dei più piccoli nel mondo digitale.

L’accesso precoce e non regolamentato a smartphone, social media e sistemi di intelligenza artificiale espone bambini e adolescenti a rischi sempre più evidenti sul piano cognitivo, emotivo e relazionale che lasciano segni permanenti.

Per questo sentiamo il dovere di pretendere regole più chiare e coraggiose, che riconoscano una vera e propria “maggiore età digitale”. Anche qui il criterio resta lo stesso: prima la salute e lo sviluppo armonioso dei minori, poi tutto il resto. Il profitto non può prevalere sul bene dei nostri figli.

Le ricerche scientifiche – commenta il Forum famiglie – mostrano che ansia, isolamento, dipendenza, difficoltà di concentrazione e disturbi del sonno non sono più eccezioni, ma segnali di una vera emergenza educativa che sta schiacciando adolescenti e bambini.

Le famiglie, spesso sole, sono annichilite tra la pressione dei coetanei e un mercato che spinge verso una connessione sempre più precoce ed invasiva. Sono urgenti e necessari provvedimenti normativi ma anche azioni condivise tra genitori, scuole e associazionismo.

I patti digitali di comunità dimostrano che una risposta educativa è possibile, ma senza un sostegno normativo i più fragili sono enormemente esposti. Ecco allora che c’è l’esigenza di alleanze educative forti, capaci di affermare che non tutto ciò che è tecnicamente possibile è anche umanamente desiderabile.

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