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Riceviamo e pubblichiamo

Oggi alle ore 11 in località Germaneto (Catanzaro) la Cgil Calabria sarà in conferenza stampa.

Al fine di presentare la proposta di legge di iniziativa popolare “Disposizioni per rendere effettivo il diritto alla salute.

Mediante il rafforzamento del Servizio sanitario nazionale e la valorizzazione del personale”.

Ddl con ok Senato. Così sviliti ispettorati Mimit

“L’approvazione al Senato del Disegno di Legge 1624 sottrae all’amministrazione pubblica le ispezioni di bordo all’estero per delegarle a società private accreditate.

Il rischio è un preoccupante arretramento della funzione di controllo dello Stato che potrebbe diventare un punto di non ritorno per gli Ispettorati Territoriali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit)”.

Lo denuncia Fp Cgil a margine di una riunione con il capo di gabinetto del Ministero in cui si sono affrontate diverse criticità dell’amministrazione.

“Viene da chiedersi: si tratta di una semplificazione amministrativa o di un pericoloso regalo agli armatori?

Delegare le verifiche sulla sicurezza a enti privati, eliminando la terzietà finora garantita dal personale tecnico del Ministero, rischia di piegare il rigore dei controlli a logiche di mercato.

La sicurezza in mare non può essere oggetto di una svendita che favorisce i soggetti controllati a discapito dell’imparzialità pubblica.

È invece necessario invertire la rotta, assumere il personale necessario e garantire adeguata formazione, ben oltre le 40 ore previste a fronte di corsi di durata ben superiore nel passato.

Sono anni che l’Amministrazione non provvede a formare il personale né ad assumere nuovi tecnici per garantire il necessario ricambio generazionale: questa inerzia ha ridotto gli ispettorati ai minimi termini, portando snodi marittimi vitali, ad esempio Genova e Trieste, ad avere pochissime unità a disposizione per svolgere l’attività.

Il personale degli ispettorati denuncia con forza lo svuotamento di funzioni, che sta privando l’amministrazione di un ruolo cardine e consegna asset strategici della sicurezza nazionale nelle mani di privati.

Indebolire gli strumenti e l’organico dello Stato significa, di fatto, rendere la sicurezza un obiettivo intenzionalmente inadeguato e impossibile da perseguire”.

“Chiediamo, dunque, l’apertura immediata di un tavolo di confronto con i vertici del Ministero sul futuro di queste attività.

È indispensabile fermare questo processo di privatizzazione che svilisce la professionalità dei dipendenti pubblici e compromette la sicurezza collettiva per assecondare interessi di parte”, conclude Fp Cgil.

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