Fonte Gdf
Nei giorni scorsi le Fiamme Gialle del Comando Provinciale Catanzaro, nell’ambito dell’esecuzione dei servizi d’Istituto volti a verificare il rispetto della normativa nel settore del commercio a tutela della sicurezza del consumatore, hanno sottoposto a sequestro oltre 30 mila prodotti per l’imminente festività di “Halloween” privi dei requisiti essenziali previsti dalla normativa di settore.
Le attività sono state condotte dai militari della Compagnia Soverato che hanno individuato 4 attività commerciali, sia all’ingrosso che al dettaglio, che detenevano in vendita prodotti sprovvisti delle previste indicazioni di legge obbligatorie.
In particolare, la merce esposta, per un valore commerciale di migliaia di euro, non riportava le indicazioni minime in lingua italiana previste dalla normativa sull’etichettatura e sulla sicurezza dei prodotti, riguardanti le informazioni circa il luogo d’origine, il produttore/importatore, le istruzioni, le precauzioni e la destinazione d’uso, nonché il marchio Ce, che conferisce al prodotto il diritto alla commercializzazione, alla libera circolazione e all’utilizzazione nel territorio comunitario, attestandone la conformità agli standard di sicurezza imposti dall’Unione europea.
I responsabili sono stati verbalizzati e segnalati alla Camera di Commercio di Catanzaro per violazioni al “Codice del Consumo” e sono state elevate nel complesso sanzioni amministrative per oltre 100 mila euro.
L’attività odierna testimonia l’impegno della Guardia di Finanza di Catanzaro diretta a contrastare la diffusione di prodotti non conformi agli standard di sicurezza, contribuendo a garantire una protezione efficace dei consumatori, e in particolare dei minorenni che si apprestano a festeggiare la ricorrenza di fine ottobre.
E a tutelare un mercato competitivo ove gli operatori economici onesti possano beneficiare di condizione eque di concorrenza.
Cosenza
I finanzieri hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Gip di Paola, finalizzato alla confisca di disponibilità liquide e finanziarie e beni mobili e immobili, per un ammontare complessivo di circa 1,2 milioni di euro, nei confronti di quattro dipendenti di un Comune dell’Alto Tirreno cosentino, indagati per peculato continuato in concorso tra loro.
Le indagini mediante l’analisi della documentazione amministrativo-contabile e dei flussi finanziari dell’Ente relativi al periodo 2021 – 2024, hanno fatto emergere un sistema fraudolento di appropriazione di risorse pubbliche comunali, realizzato dal responsabile dell’Ufficio Finanziario in concorso con altri tre dipendenti dell’Ente.
In particolare, sarebbero stati emessi mandati di pagamento fittizi, privi di effettiva giustificazione contabile, attraverso i quali ingenti somme di denaro sarebbero state sottratte alle casse comunali e successivamente accreditate su conti correnti personali.
Riconducibili agli indagati, per un ammontare complessivo di circa 1,2 milioni di euro.
Nel corso delle attività sono stati sottoposti a sequestro, oltre a disponibilità finanziarie su conti correnti, anche denaro contante, monili e lingotti d’oro.
L’attività di servizio testimonia il costante impegno della Guardia di Finanza e della Procura di Paola nel contrasto a ogni forma di illegalità, agli illeciti contro la pubblica amministrazione e nella tutela delle risorse pubbliche, la cui sottrazione compromette l’erogazione dei servizi alla collettività e mina il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.
Si evidenzia che i provvedimenti in parola sono stati emessi sulla scorta degli elementi probatori acquisiti in fase di indagini preliminari e, pertanto, in attesa di giudizio definitivo, sussiste la presunzione di innocenza.
San Sostene
I militari della Gdf hanno eseguito un intervento a tutela del demanio e dell’ambiente marino-costiero nel territorio del Comune di San Sostene (Cz).
Nello specifico, le attività ispettive hanno interessato un’area adibita a rimessaggio e manutenzione navale.
Gli accertamenti tecnici, svolti con il supporto dell’Ufficio tecnico comunale, hanno consentito di rilevare un’occupazione abusiva di oltre 6.600 metri quadrati di demanio marittimo e fluviale lungo la fiumara Alaca, a fronte di una concessione autorizzata limitata a soli 1.800 metri quadrati.
Nel corso delle verifiche, i finanzieri hanno riscontrato gravi violazioni delle normative ambientali.
In particolare, è stata accertata l’esecuzione di operazioni di manutenzione e verniciatura delle carene direttamente sulla sabbia, unitamente allo stoccaggio incontrollato di rifiuti e allo sversamento di olio esausto, liquidi chimici, batterie e acque di sentina.
A seguito dei rilievi effettuati, il titolare dell’impresa è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per le ipotesi di reato di occupazione abusiva di spazio demaniale (art. 1161 del Codice della Navigazione) e abbandono di rifiuti (art. 255-bis, comma 2, del Testo Unico Ambientale).
Contestualmente, si è proceduto all’apposizione dei sigilli e all’esecuzione del provvedimento cautelare che ha interessato complessivamente 8.456 metri quadrati di suolo demaniale marittimo e fluviale, 118 natanti, 14 motori marini, 7 macchine movimento terra, 11 carrelli portabarca e 2 container adibiti a officine.
L’operazione si inserisce nell’ambito della costante azione di presidio del territorio costiero e di salvaguardia del patrimonio pubblico e dell’ambiente marino.
I provvedimenti adottati in fase investigativa e/o dibattimentale non implicano alcuna responsabilità dei soggetti sottoposti ad indagini ovvero imputati e che le informazioni sul procedimento penale in corso sono fornite in modo da chiarire la fase in cui il procedimento pende e da assicurare, in ogni caso, il diritto della persona sottoposta ad indagini e dell’imputato a non essere indicati come colpevoli fino a quando non la colpevolezza non è stata accertata con sentenza o decreto penale di condanna irrevocabili.