È proprio vero che il rivoluzionario (soprattutto quello catanzarese) si batte e… sogna, soltanto fin quando non intravede la “mazzicogna”! E accade così che in casa Pd ad esempio, dove si sono in passato segnalati parecchi rivoluzionari poi rivelatisi a… tempo o a gettone, a Catanzaro sono tutti piegati al diktat dell’ex contestatrice – ora lìder maxima – Elly Schlein. Forse, ennesimo bluff. Perché “dura e pura” quando contava poco o niente, mentre “assai versatile” da leader che, tanto per dire, non si formalizza minimamente nel governare con la destra-destra nel capoluogo calabro.

Anzi, viceversa, blindando un Nicola Fiorita quasi fosse un vero sindaco di sinistra. Quasi fosse per davvero, cioè, un comunista (o progressista) nella sostanza oltreché nella forma. Ma, di aforisma in aforisma, eccoci a una segretaria intenta a fare la contestatrice a oltranza finché non c’era di mezzo la cuccagna. Regola aurea della politica moderna. A Roma e in Parlamento così come nella periferica e marginale città dei Tre Colli.

Sarà per questo che, quasi fosse l’orchestrina del Titanic festante mentre lo stesso transatlantico colava a picco, stasera il partito provinciale, per giunta riunito nella sede di Lido dove si è appena dimesso il coordinatore Aldo Rosa con altri suoi veri compagni in aperta polemica con il loro ormai ex partito, ha discusso di… fuffa.

E peraltro in un confronto flash, partecipato nientemeno che da una dozzina di persone che hanno discettato di ubicazione dei banchetti per il No al referendum sulla separazione delle carriere in Magistratura e riorganizzazione dei Circoli. Argomenti che alla luce di quanto sta succedendo in Comune, a Catanzaro, dov’è ormai stato smascherato da Occupy Pd (e non certo dal redivivo Msi. Leggi qui: https://irriverentemente.com/?p=28227 e qui: https://irriverentemente.com/?p=28209 e qui: https://irriverentemente.com/?p=28166 e qui:https://irriverentemente.com/?p=28141 e qui: https://irriverentemente.com/?p=28056 e infine qui: https://irriverentemente.com/?p=28044) l’incestuoso patto (sul piano politico, sia chiaro!) Lega-Dem, è un po’ come incontrarsi per stabilire dove sistemare le piante mentre la casa brucia.

Ma del resto una segreteria provinciale nata da una comoda mediazione di potere cosa vuoi che faccia?

E poi ci si stupisce, ma mai intervenendo per rimuovere il problema sia chiaro, se la lista prende alle Comunali in pratica soltanto i voti di Fabio Celia aggiunti a quelli, in massima parte sempre di quest’ultimo, di Giusy Iemma a lui collegata dalla doppia preferenza di genere. A cui si somma infine il magrissimo bottino di una serie di candidati da 300, 200 e 100, preferenze al massimo. Ma tanto a chi importa? Perché fnché la barca va…  , in cima ai Tre Colli, il Pd è un partito di “chi se lo piglia”!

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