A Catanzaro di ca@@ate ne sono sempre girate tante: dalla politica, soprattutto, al calcio. Quest’ultino secondo a nessuno in tale particolare ambito.

È addirittura successo infatti che il gol di Monelli della Lazio, costato la serie A alle Aquile nella quasi incredibile stagione sportiva ’87/’88 insieme a tanti altri episodi quasi surreali, dal 46′ e 8″, momento in cui è stato effettivamente segnato, sia stato spostato al 49′ e oltre nella vulgata popolare.

Frutto probabilmente di chi cercava una sorta di amplificazione della sfortuna per sfogarsi di “casi limite” come la rete del Bologna convalidata da Agnolin (il Concetto Lo Bello o Collina della sua epoca) mentre il massaggiatore dei giallorossi era in campo al rigore fallito al Ceravolo da Palanca all’ultimo istante del match con il terzino Costantini a difendere i pali della Triestina. 

Ma, al di là di una roba ormai vecchia di quasi 40 anni, l’ultima fantasia, stavolta una porcheria mistificatrice, è stata tramutare la mortificazione a Catanzaro (a corollario del commento sul Capodanno Rai) di uno dei giornali più antimeloniani e Propal d’Italia (Fanpage), nell’attacco “fascista, razzista e reazionario”, del giornalista Giuseppe Cruciani. Ecco perché la nostra 47. foto senza testo della settimana è dedicata a tale tema.

Polemista, anche antipatico, ma entrato, a seguito di una volgare mistificazione, in questa vicenda solo perché l’estensore dell’articolo di Fanpage (ribadiamo!), tale Gennaro Marco Duello (leggi qui: https://irriverentemente.com/?p=26487), ha ripreso una sua frase nientemeno pronunciata il 3 giugno 2020. Quasi 6 anni fa circa, dunque. Mentre c’è tutto un articolo, di avantieri, che demolisce il capoluogo mille volte più di Cruciani.

Ma questo non fa notizia, perché non è fascismo e meno che mai reazionario come quello di Cruciani. O se lo è, è di certo assai più elegante, indossa la kefiah.

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