Fonte Gdf

Bombole non revisionate, lavoratori in nero, totale assenza di kit di primo soccorso.

E persino due finti diving center usati per il trasporto abusivo di turisti lungo la Costa degli Dei.

È il bilancio di una serie di controlli eseguiti dal Reparto Aeronavale Calabria della Guardia di Finanza, che ha controllato 8 centri di immersione lungo tutta la costa calabrese in attuazione della legge sulla Valorizzazione della risorsa mare.

L’operazione ha portato al sequestro di 60 bombole prive di revisione, alla sospensione di un’attività e al fermo amministrativo di due imbarcazioni.

Nell’alto Tirreno cosentino è stata scoperta anche una struttura completamente “fantasma”, con Partita Iva cessata da anni.

Le fiamme gialle hanno contestato complessivamente sanzioni che superano i 110.000 euro per violazioni della sicurezza sul lavoro, impiego di manodopera irregolare e gravi carenze nelle dotazioni di emergenza.

Anche congiuntamente ai funzionari dell’Ispettorato del Lavoro.

L’operazione compiuta rientra nelle attività di vigilanza svolte dal Corpo con finalità preventive.

Volte a garantire il rispetto delle norme da parte degli operatori del settore, a tutelare la risorsa mare e la sicurezza di chi pratica immersioni.

Castrovillari

Nell’ambito del protocollo d’intesa sottoscritto tra la Guardia di Finanza e Soccorso Alpino, dal 23 al 25 ottobre sono state eseguite esercitazioni congiunte finalizzate a perfezionare le tecniche di ricerca e soccorso in ambiente impervio di media e alta montagna, anche con la proficua integrazione operativa con il Sasc (Soccorso alpino speleologico Calabria).

All’esercitazione, in particolare, hanno partecipato dieci militari tra piloti e specialisti di verricello e manutentori, dieci militari del Soccorso alpino della Guardia di Finanza, tra cui sei militari della Stazione Sagf di Cosenza, quattro istruttori di verricello, un’unità cinofila del Corpo, venticinque operatori del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, nonché un istruttore nazionale del Cnsas.

Che hanno simulato il recupero di escursionisti infortunati in ambiente montano e impervio con l’impiego di elicotteri Aw139 e Aw169 del Centro di Aviazione e del Reparto Aeronavale Calabria che hanno imbarcato le squadre di soccorso in composizione mista.

L’attività addestrativa, più specificamente, ha testato l’interazione dei diversi gruppi di soccorso anche attraverso la standardizzazione delle procedure di intervento con l’impiego degli elicotteri del Corpo ed ha permesso di effettuare numerose simulazioni operative di recupero mediante l’uso del verricello, anche nei confronti di scalatori bloccati in parete, l’evacuazione di feriti, l’elisoccorso e il trasporto di feriti su barelle, perfezionando il coordinamento tra piloti, operatori al verricello, tecnici del Soccorso Alpino e il personale specializzato militare e civile.

I differenti contesti operativi simulati, preceduti da appositi briefing tecnici congiunti, finalizzati alla pianificazione delle attività e alla condivisione delle procedure operative, elemento fondamentale per garantire elevati livelli di interoperabilità tra le differenti componenti impiegate, hanno consentito al personale di addestrarsi in scenari caratterizzati da crescente complessità, impiegando le principali tecniche di ricerca, soccorso e recupero.

L’esercitazione ha segnato la conclusione di una serie di addestramenti congiunti svolti nel corrente anno in sei regioni del centro-sud e rappresenta la fisiologica prosecuzione dei rapporti di collaborazione già menzionati, avviati con il Protocollo d’Intesa sottoscritto nel 2021 tra la Guardia di finanza e il Soccorso alpino.

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