Riceviamo e pubblichiamo

Cresce la preoccupazione nel settore delle costruzioni per l’aumento dei prezzi dei materiali.

A lanciare l’allarme è Ance Calabria, che richiama l’attenzione del Governo sugli effetti che le tensioni geopolitiche stanno già producendo lungo tutta la filiera dell’edilizia.

Nelle ultime settimane sono arrivate centinaia di segnalazioni dalle imprese su rincari ritenuti ingiustificati dei materiali da costruzione.

Un fenomeno che, se non affrontato con misure adeguate, rischia di mettere in difficoltà cantieri e programmi di investimento.

«È positivo che il Governo stia monitorando la situazione e stia valutando interventi per arginare gli effetti speculativi legati all’attuale scenario internazionale», osserva Ance Calabria. «Ma limitarsi a intervenire su carburanti e bollette non è sufficiente: servono strumenti specifici anche per i materiali da costruzione, che non sono soggetti ad accise ma stanno registrando aumenti rilevanti».

Le prime avvisaglie si sono manifestate subito dopo l’escalation del conflitto nel Golfo. Nelle prime ore successive all’inizio delle tensioni sono arrivate segnalazioni dalle imprese relative a rincari di diversi materiali utilizzati nei cantieri: non si tratta soltanto dei derivati petrolchimici, come il bitume, ma anche di altri materiali fondamentali come l’acciaio e, più in generale, di tutti i materiali che richiedono trasporto.

Una dinamica che rischia di avere ripercussioni dirette sull’intero comparto delle costruzioni, già impegnato nello sforzo di rispettare i tempi dei cantieri legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Per questo motivo Ance propone di introdurre un meccanismo analogo a quello adottato durante la guerra in Ucraina.

In quel caso fu previsto uno strumento capace di sterilizzare l’aumento del gettito fiscale derivante dall’impennata dei prezzi delle materie prime, riducendo così l’impatto degli aumenti sui lavori pubblici e sui contratti in corso.

«Una misura di questo tipo potrebbe essere estesa a tutte le materie prime che risentono, direttamente o indirettamente, della crisi internazionale in atto».

Secondo Ance, si tratterebbe di un intervento con un impatto limitato e facilmente misurabile sui conti pubblici, in grado di evitare effetti distorsivi e di mantenere sotto controllo la spesa, ma allo stesso tempo di offrire un sostegno concreto alle imprese e ai cantieri.

«L’obiettivo è prevenire nuove tensioni sui costi che potrebbero rallentare i lavori e compromettere la stabilità di un settore strategico per l’economia e per l’attuazione dei programmi di investimento pubblici».

Confartigianato

Il caro carburanti continua a mettere in seria difficoltà il mondo dell’autotrasporto. Un’emergenza che coinvolge anche la Calabria, dove molte imprese stanno affrontando una fase di forte sofferenza a causa dell’aumento dei costi del gasolio.

Confartigianato Calabria, attraverso Confartigianato Trasporti, torna a richiamare l’attenzione sulla situazione del comparto alla luce del decreto approvato dal Consiglio dei Ministri per contrastare gli effetti delle tensioni geopolitiche sui prezzi dei carburanti.

Il provvedimento recepisce diverse indicazioni avanzate dalla categoria e prevede una riduzione temporanea delle accise per 20 giorni, con un taglio di 25 centesimi al litro su benzina e gasolio e di 12 centesimi sul GPL.

Accanto a questo, vengono rafforzate le misure di controllo contro possibili fenomeni speculativi lungo la filiera, con il rafforzamento del monitoraggio da parte del Garante per i prezzi e l’attivazione di verifiche sulle anomalie.

Inserita nel decreto anche la richiesta di un credito d’imposta destinato al settore dell’autotrasporto, con uno stanziamento fino a 100 milioni di euro per compensare, almeno in parte, l’incremento dei costi sostenuti dalle imprese nei mesi più critici.

Un pacchetto di misure che Confartigianato giudica positivamente perché rappresenta un primo segnale concreto di attenzione verso il comparto e recepisce alcune delle richieste avanzate nel corso del confronto con il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi.

Tuttavia, la situazione resta estremamente critica. Il prezzo del carburante continua a mantenersi su livelli elevati, spesso oltre i 2 euro al litro, mettendo sotto pressione soprattutto le piccole e medie imprese che non riescono a trasferire i maggiori costi sui committenti.

“Il decreto va nella direzione giusta – evidenzia Confartigianato Calabria – ma non è sufficiente. La riduzione delle accise limitata a soli 20 giorni rischia di avere un effetto troppo breve rispetto a una crisi iniziata da alcune settimane e di cui purtroppo ancora non si conosce la durata, che continua a incidere pesantemente sui bilanci delle aziende”.

Anche sul fronte dell’energia e del gas si sono registrati nel mese di marzo importanti aumenti come sul fronte delle materie prime.

Per questo Confartigianato ribadisce la necessità di interventi più strutturali e duraturi.

Servono risposte rapide ma soprattutto stabili nel tempo, per evitare che l’attuale situazione di affanno si trasformi in una crisi più profonda”.

Confartigianato Calabria conferma quindi l’impegno attraverso la propria confederazione a proseguire il confronto con il Governo affinché le misure adottate possano essere rafforzate e rese più efficaci, nella consapevolezza che la tenuta del comparto è fondamentale per garantire la continuità del sistema produttivo e dei servizi.

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