Riceviamo e pubblichiamo
“È purtroppo sempre solo nei momenti eccezionali ed emergenziali che si comprende appieno l’importanza della prevenzione e della cura del territorio e degli assetti idrogeologici dei luoghi”. È quanto afferma Flai Cgil Av.
“Il nostro territorio sta vivendo giorni terribili dal punto di vista climatico: venti impetuosi e piogge torrenziali ci stanno portando nel baratro e nella paura di uscire di casa, per timore di ciò che possa accadere lungo le strade che percorriamo. Ma le ipocrite preoccupazioni durano poco e sono tali proprio perché, superato il momento, tutti, e in particolare chi ha la responsabilità politica e istituzionale del governo degli enti, se ne dimenticano velocemente. Questo perché da sempre prevenzione, cura e tutela dell’ambiente, insieme alla salute e alla sicurezza dei cittadini, sono ritenute costi e mai investimenti”.
La Flai Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia da sempre denuncia questo tipo di mancanze. “Da sempre ci appelliamo affinché si comprenda come il rispetto dell’ambiente, la tutela del territorio, insieme ai diritti dei lavoratori, siano fondamentali per lo sviluppo sostenibile dell’intera regione, particolarmente ora che sono più evidenti le conseguenze dei cambiamenti climatici in atto”, spiega ancora Tedesco.
“La protezione, la manutenzione e il controllo del territorio e dei luoghi, ormai fragili dopo anni di colpevole abbandono, hanno bisogno di una cura e di una manutenzione costanti, così come di un’attenzione adeguata in termini di risorse – si legge ancora nella nota –. E questo si traduce anche in un costante impiego di risorse economiche, di operai e operaie, come possono essere i lavoratori idraulico-forestali, i quali devono e possono svolgere un’opera quotidiana di prevenzione e contrasto all’erosione del territorio.
Rivendichiamo dunque con forza la cura del nostro territorio e l’adozione di politiche urgenti, sia in termini di assunzione di nuovo personale formato sia di adeguata e mirata programmazione, per garantire a cittadini e lavoratori le giuste misure di sicurezza e la equa dignità nei diritti.
Le nostre aree urbane e ancor più quelle interne sono ormai sguarnite da ogni tipo di presidio e sono dunque facile preda di incuria e abbandono. Serve cambiare direzione e riaffermare la regola della prevenzione al posto di quella dell’emergenza, che oltre al costo economico enorme non difende dai possibili rischi per le persone”.
Insegnanti vagabondi
Cgil Calabria al solito interviene con chiarezza rispetto alle segnalazioni che continuano a pervenirci da lavoratrici e lavoratori della scuola.
Ai quali viene richiesto di recarsi in servizio anche in presenza di allerta meteo arancione, talvolta presso sedi collocate in territori diversi da quelli di residenza.
La normativa in materia di sicurezza sul lavoro è inequivocabile: la tutela della salute e dell’incolumità del personale viene prima di ogni esigenza organizzativa.
Il D.Lgs. 81/2008 impone al datore di lavoro una valutazione preventiva e concreta dei rischi, compresi quelli derivanti da eventi atmosferici avversi.
Non si tratta di una facoltà discrezionale, ma di un obbligo giuridico preciso.
È vero che l’allerta arancione non comporta automaticamente la sospensione delle attività in assenza di ordinanze delle autorità competenti, ma è altrettanto vero che essa segnala condizioni di criticità che impongono prudenza, responsabilità e buon senso amministrativo.
Pretendere la presenza in servizio senza una verifica puntuale delle condizioni di viabilità e sicurezza significa assumersi una responsabilità grave.
La Calabria è un territorio fragile, con infrastrutture spesso inadeguate e aree soggette a rischio idrogeologico. In tali condizioni, gli spostamenti possono diventare pericolosi in poche ore.
Non è accettabile scaricare sul singolo lavoratore il peso di scelte organizzative che devono invece essere assunte con senso di responsabilità istituzionale.
Ricordo inoltre che, in presenza di un pericolo grave e immediato per la propria sicurezza, il lavoratore ha il diritto di astenersi dalla prestazione, senza subire sanzioni o penalizzazioni, come previsto dall’articolo 44 del D.Lgs. 81/2008.
La scuola è presidio di legalità e di rispetto delle regole. Non può essere il luogo in cui si relativizza il diritto alla sicurezza.
Si invitano dirigenti scolastici e Amministrazioni a operare scelte improntate alla massima cautela, privilegiando soluzioni organizzative alternative ogniqualvolta le condizioni meteo rendano rischiosi gli spostamenti.
La sicurezza non è una variabile subordinata alla continuità del servizio.
È un diritto fondamentale.
E su questo non arretreremo di un passo.