Riceviamo e pubblichiamo

Il lavoro quotidiano produce risultati e  Coldiretti è  impegnata nei tavoli istituzionali nazionali e regionali, per ottenere risultati concreti per le imprese agricole.

L’arrivo del documento di accompagnamento elettronico olivicolo risponde alle nostre richieste avanzate nelle mobilitazioni e al tavolo tecnico dello scorso luglio ed è un passo importante per tutelare la salute dei cittadini e i redditi degli agricoltori da truffe e inganni che portano sulle tavole e persino nelle mense dei bambini oli di bassa qualità e pericolosi, deodorati, addizionati con clorofilla o miscelati.

Così Coldiretti sull’introduzione del nuovo strumento che digitalizza la tracciabilità delle movimentazioni di olive e olio, rafforzando i controlli e il contrasto alle frodi.

Un modo per rafforzare la trasparenza lungo tutta la filiera, e smascherare chi sfrutta il richiamo all’italianità per commercializzare prodotto straniero. Occorre garantire ai consumatori scaffali chiari e trasparenti, che consentano di distinguere subito la provenienza e la qualità dell’olio, dando il giusto risalto all’extravergine 100% italiano.

Le opportunità del ColtivaItalia e stop ai traffici opachi

Sarà fondamentale anche accelerare sull’applicazione delle misure del ColtivaItalia, sottolinea Coldiretti, con 300 milioni di euro per l’olivicoltura italiana e l’introduzione dei controlli innovativi.

Basati su risonanza magnetica, mappa genomica e mappatura isotopica con la creazione della prima banca dati, fortemente richiesti dall’organizzazione.

In tale ottica è importante anche la Cabina di regia per introdurre verifiche rigorose sui quantitativi di olio dichiarati in giacenza nei magazzini.

Con la campagna olivicola avviata è quanto mai urgente avere un quadro chiaro della situazione.

Affinché gli olivicoltori non diventino ostaggio di strategie commerciali opache, con il rischio di vedersi rifiutare il ritiro delle olive per coprire criticità generate da operatori senza scrupoli.

Ma verifiche puntuali a tappeto vanno effettuate anche sugli scaffali della grande distribuzione organizzata per accertare che tutto l’olio extravergine in vendita corrisponda realmente a quanto dichiarato in etichetta, dalla provenienza delle olive alla qualità del contenuto.

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