Valerio Crezzini di SienaValerio Crezzini di Siena

Lo scorso inverno proprio nel giorno di San Valentino, scrivendo della grande fortuna del Catanzaro nel match casalingo contro l’allora abbordabile Cittadella, ci attirammo le ire di tanti nostri lettori tifosissimi giallorossi. Che invece parlarono di vittoria strameritata, commentando il pezzo piccati. Noi restiamo, invece, del nostro parere: fu una mezza… ladrata della Caserta-band (leggi qui: https://irriverentemente.com/catanzaro-cittadella-aquile-stasera-per-nulla-brillanti-ma-molto-fortunate-gol-che-decide-tutto-e-un-inatteso-quanto-prezioso-regalo-di-san-valentino-dei-veneti/). 

Ma conta zero! Perché ciò che nella fattispecie rileva è solo il comun denominatore tra quella partita delle Aquile e l’odierno confronto con il Cesena: l’arbitro Valerio Crezzini di Siena (leggi qui: https://irriverentemente.com/cittadella-catanzaro-arbitra-crezzini-di-siena-giovane-e-bravo-ma-molto-severo-in-area-fa-piu-danni-di-un-superbomber-occhio-per-i-difensori/). 

Che torna oggi al Nicola Ceravolo, sempre in un periodo particolare dell’anno ovvero dopo i 3 giorni solennemente dedicati al Natale: dalla vigilia a Santo Stefano. Mentre lo scorso febbraio vi arrivò in occasione della paganissima Festa degli Innamorati. 

Al di là di tutto, alla Can da due stagioni sportive, il senese è un arbitro ancora molto giovane. Appena 32enne, cioè, essendo nato il 10 agosto ‘93. Ed è oltretutto letteralmente esploso nell’annata in corso, in cui vanta già ben 7 presenze in A tra cui una recentissima Milan-Sassuolo a San Siro. A cui si aggiunge l’esordio dell’11 maggio, nella passata Ss. Sono invece 16 le gare in B, per lui, con le 14 dell’anno scorso e le due, incluso il confronto a breve del Ceravolo. Appena 2 nel ‘25/’26, dunque, in cui come premesso ha quasi sempre calcato i campi della massima serie. 

Il Ddg toscano, infine, è erede, a circa un quarto di secolo di distanza, di un concittadino di altissimo livello come l’ex top class Fifa Referee Simone Matteo Trefoloni. Un senese che, sebbene le premature dimissioni date da 39enne quando poco prima sembrava invece una sorta di “parente prossimo” del mitico Pierluigi Collina, in precedenza arrivò in sole due stagioni e… spicci dalla D alla A.

Mentre fu poi ai vertici della categoria in Italia; diresse in Champions andò a fare il designatore in Kazakistan e infine fece il capo del settore tecnico Aia. Un faro per qualunque arbitro della Città del Palio e non solo, insomma. 

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