Riceviamo e pubblichiami
Amo da sempre la nostra comunità e soffro oltre modo, anche allorquando sono lontano per impegni professionali ed umani, per vederla così mal ridotta.
Per l’effetto, tale scioglimento, è figlio di tante concause, in primis l’assenza totale di una visione comunitaria.
Ecco, perché i “Janfer” sono scomodi al potere costituito.
Tale scenario derivato miope di specie, arreca arretramento socio-politico culturale, in una comunità sempre più divisa, ahimè da ataviche problematiche sociologiche e connesse discriminazioni territoriali, con sovrabbondanti litigi e veti connessi di natura personale che hanno radici lontane, incidenti sul bene comune nell’accezione greca come Polis e/ Agorà e contemporanea dicasi “Leopolda”.
Ora, più che giammai è giunto il momento di tornare alla vera politica, come scienza architettonica di risoluzione e sviluppo reale di tutte le esigenze comunitarie, che mette la persona al centro, senza orgogli né pregiudizi di sorta.
Così con il senso del puro ego e della vecchia metodologia, non si va da alcuna parte, né costruire liste sulla paglia o sabbia che sia, può portare benefici alla comunità, costretta a subire gli egoismi personali, improvvisazioni di specie e sortite velleitarie di natura ciclica.
Ergo, senza entrare nel merito della scelta che ha portato allo scioglimento comunale (non conosco in fondo le vere dinamiche né desidero conoscerle o mi voglio esprimere in alcun modo in merito) che si doveva discutere nell’assemblea consiliare come sacralità dovuta, contraddittorio connesso e sensibilizzazione dell’ intera comunità.
Ad ogni modo, qui mi pregio esplicare che urge una seria e qualificata pianificazione territoriale che porti alla vera e meritata rinascita della nostra amata comunità, meritevole di una squadra, coesa e competente su tutti i cinque territori che la contraddistinguono, e che sappia valorizzare tutte le risorse umane come patrimonio inestimabile, affinché la nostra comunità,che ha tutte le caratteristiche di città, sia amministrata nel supremo bene comune e che sappia affrontare le nuove sfide della nostra era.
L’inizio di una nuova stagione sia dunque come arcobaleno costituzionale, dove tutti i talenti, le fasce deboli, gli anziani come memoria storica, il movimento giovanile e la componente femminile protagonista attiva, troveranno finalmente spazio in sinergia rinascimentale, per ridare speranza identitaria alla nostra amata e martoriata comunità, che ha il sacrosanto dovere di ripartire dalle manchevolezze passate e così rinascere, per l’invocata ed augurata nuova alba di primavera.
Perché uniti, anche nelle diversità, si vince sempre.
Dulcis in fundo, la Rinascita, come movimento autonomo ed aperto ex art. 21 della Costituzione, in considerazione dei valori che la caratterizzano, in convergenza di specie come nostro specifico ideale, accoglie con entusiasmo l’invito lanciato dalla casa riformista locale (rappresentata dall’amico Antonio Talarico), per lo svolgimento delle primarie, come senso compiuto di democrazia intesa come pluralismo.
Fino ad oggi, tutto ciò non è avvenuto, radice dell’equazione, i risultati sono evidenti, sotto gli occhi di tutti, per non dimenticare..
