Riceviamo e pubblichiamo
La metamorfosi della Democrazia americana è preoccupante.
A novembre le elezioni al congresso americano di medio termine, dimostreranno sé gli Stati Uniti d’America sono una democrazia compiuta o si sono trasformati in qualcosa d’altro.
Negli Usa , gli ampi poteri presidenzili hanno coniato il concetto di monarchia costituzionale.
Il Presidente nomina i componenti della Corte Suprema che sono sotto il controllo della politica non hanno come in Italia una loro indipendenza ed autonomia.
Adesso il Presidente Trunp si è dotato di una milizia presidenziale che può esercitare poteri speciali e sommari, che gode di una immunità speciale.
I contro poteri del Presidente si concentrano sulle maggioranze parlamentari del Congresso che sè di colore diverso da quella del Presidente possono bloccare una serie di provvedimenti anche in materia economica pensiamo alla determinazione dei dazi o alla difesa della multiculruralitàe multietnicità della popolazione americana.
L’altro punto cardine di difesa del pluralissmo democratico è l’organizzazione federale degli Usa, i governatori ed i sindaci hanno poteri tipici di uno Stato federale che si rapportano alla pari con il Governo federale, con competenze esclusive, in alcune materie e con una forte autonomia, pensiamo che in alcuni Stati vigge la pena di Morte ed in altri no, senza che il Governo centrale possa intervenire.
Infine l’autonomia nella determinazione della politica monetaria della federal reserve e del Presidente autonomo rispetto al Presidente eletto.
Ancora bisogna sperare che gli anticorpi della Democrazia americana resistano nonostante Trump, altrimenti tutti noi ne pagheremo le consequenze.
