Riceviamo e pubblichiamo
La politica nel 2026: è arrivato il tempo delle scelte non più differibili.
Il 2026 sarà un anno imterlocutorio ma decisivo per la politica italiana.
Tra marzo ed aprile il Referendum sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, con la vittoria del sì, la premier Meloni accellererà per arrrivare prima della fine dela legislatura ad approvare l’altra riforma costituzionale sull’elezione diretta del premier.
La vittoria del no rafforzerà Le opposiziomi e inevitabilmente rallenterà l’approvazione della seconda riforma.
La premier Meloni procederà comunque a modificare l’attuale legge elettorale per introdurre dei correttivi che gli consentano di ottenere la maggioranza almeno in una delle due Camere.
Infine la prossima finanziaria che sarà l’ultima della legislatura cercherà di elargire in vista delle elezioni poliriche accontentini e mancette, che vanificheranno i risultati sul verdante della finanza pubblica ottenuti quest’anno.
Il 2026 finiranno le risorse del Piano di ripresa e resilienza e si ritornerà ad applicare il patto di stabilità con le relative clausole di salvaguardia, ancora più strimgenti per un paese indebitato come l’Italia.
Infine la premier Meloni in politica estera dovrà decidere definitivamente dove collocare l’Italia, con L’Occidente europeo o con una subalternità agli Stati Uniti di Donald Trump, ormai nel 2026 anche per l’Italia i nodi arrivano al pettine.
E’ il tempo delle scelte non più del galleggiamento senza futuro e senza prospettive.
