Riceviamo e pubblichiamo
Il leaders di Italia Viva Matteo Renzi già presidente del Consiglio e senato ha sollevato, coerentemente con alcuni emendamenti bocciati dalla connissione competente, che correggevano delle sgrammaticatire costituzionali presenti nel disegno di legge costituzionale sull’elezione diretta del Premier presentata dal ministro Casellati.
In primis la modifuca del secondo comma del’articolo 92 della Costituzionem che sé si introduce l’elezione diretta del Premier non sarà più formalmente nominato dal Capo dello Stato e quindi deve avere la facoltà d revucare i ministri e non solo la facoltà di proporli.
L’altro punto dirimente è quello relativo al potere di scioglimento delle Camere, che sé è introdotta l’elezione diretta del Premier, in caso di dimissione del capo del Governo, si deve direttamente procedere allo scioglimento anticipato delle Camere.
E non lasciare, questa prerogativa in capo al Presidente della Reoubblica.
Che a questo punto esercita potere di nomina, tra un parlamentare appartenente alla maggioranza parlamentare, che ha sfiduciato il Premier eletto direttamente.
Una riforma pasticciata che non ha recepito le giuste correzzioni presentate da Italia Viva esutorando il ruolo fondamentale delle opposizioni di partecipare attivamente, nello scrivere una riforma costituzionale che modifica assetti istituzionali determinanti, che mette in conflitto due organi indefettibili del sistema costituzionale, Capo dello Stato e del Governo.
