Felice CaristoFelice Caristo

Riceviamo e pubblichiamo

Le due Italie, quella della Meloni e della Schlein due rette parallele che non si incontrano mai.

Ieri è andato in scena un confronto non tra due idee di società diverse, ma di due approcci diversi del potere.

Uno quello di Giorgia Meloni corredato dalla Retorica dell’Italia Nazione battistrada nello scenario politico mondiale, con una esaltazione della donna sola al Comando, che con il mito della stabilità dell’ Esecutivo semplifica le complicazioni e le lentezze tipiche delle Democrazie parlamentari e delle Costituzioni.

Che decentrano la decisione e non la accentrano generando costi e lentezze, non più consentite dalla Società dominata dalla tecnologia e dall’inteliggenza artificiale.

Dall’altra l’Italia della Schlein, di chi ancora crede nel multilateralismo, nella necessità degli organi di controllo, nella centralità dei Partiti non personali, nel confronto con i corpi intermedi, nella non concentrazione dei poteri.

Rappresentativa di un mondo ormai secondo tanti  non in sintonia con le logiche competitive, di un mondo tendente nel cercare la semplificazione e la velocità delle scelte.

Due Italie che nelle Politiche del 2027, disegneranno l’identikit di un Capo dello Stato diverso, tipico di una Democrazia che dovrà confrontarsi con un Premier che non sopporta limiti ed ingerenze nell’ esercizio di potere decisonale.

Che promana da una leggittimazione popolare tipica di una Democrazia decidente,  che non ammette coabitazioni e pluralismo delle decisioni.

Ieri è comiciata la lunga Campagna elettorale, che di  fatto ha già modificato i vecchi assetti, anche sé ancora non né ha generato uno nuovo completo e chiaro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *