Riceviamo e pubblichiamo

Dopo oltre un mese di conflitto di Usa e Israele contro la Repubblica Islamica Iraniana, il conflitto ha generato il blocco della navigazione di imbarcazioni battenti bandiera di tutte le nazioni del mondo in un posto: lo stretto di Hormuz.

Dove circola oltre il 30% del petrolio, del gas liquefatto ma anche di materiali essenziali per l’agricoltura del mondo.

Bloccando la circolazione di queste imbarcazioni, l’Iran ha costretto alla resa gli Usa e Israele, che non sono riusciti nonostante il cambiamento del regime ad instaurare una democrazia.

La più importante arma di dissuasione adottata dagli iraniani è stata quella di non consentire la navigazione in questo stretto e tutto ciò ha portato a destabilizzare il mercato dei prodotti energetici, con un aumento sproporzionato in tutto il mondo dei prezzi dei carburanti.

Nella nuova Geo Politica mondiale le guerre non si vincono tanto con le armi ma con il controllo delle fonti energetiche.

Pensiamo soltanto all’importanza delle cosiddette Terre rare che forniscono prodotti come il litio, prodotto essenziale per costruire gli smartphone di nuova generazione o le fonti energifore essenziali nell’immediato presente per alimentare l’uso della cosiddetta Intelligenza artificiale.

L’importanza della conquista delle Terre rare in Ucraina rende anche quel conflitto determinante sia per gli americani che per i russi, per contendersi queste fonti.

Un altro continente che ha un sottosuolo ricchissimo di Terre rare è l’Africa, dove i cinesi hanno già ipotecato la loro egemonia.

Un monito per l’Italia ha decidersi per il futuro su quali fonti energetiche investire e non discutere solo del sesso degli angeli.

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